Giovedì 22 Dicembre alle ore 18: Adorazione Solenne in preparazione al Natale |
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Domenica 20 Marzo dalle ore 18 alle 19: Ora di Adorazione davanti a Gesù esposto nell'Eucarestia Preghiera per la Pace nel mondo |
Aodorazione Eucaristica Continuata nel periodo estivo |
L’Adorazione Eucaristica Continuata nel
periodo estivo effettuerà i seguenti orari: dalle ore 7.00 alle 9.00 e dalle
18.00 alle 20.30. A quest’ora si terrà, a conclusione dell’Adorazione, la benedizione
del Santissimo Sacramento.
Vi incoraggiamo a partecipare all’Adorazione
scegliendo un’ora fissa di preghiera qualche settimana dell'estate
(potete inviare una mail a nostrasignoradivalme.rm@gmail.com).
Domenica 22 Dicembre dopo la Santa Messa delle 10:30: Adorazione guidata con canti al Santissimo Sacramento |
per prepararci a ricevere Gesù a Natale, vogliamo riunirci tutti insieme in preghiera davanti al Signore e a Nostra Signora di Valme.
L'appuntamento sarà domenica 22 dicembre, subito dopo la S. Messa delle 10.30; ci soffermeremo mezz'ora circa in Adorazione, con canti ed interventi, che ci aiuteranno a meditare meglio il Mistero che ci accingiamo a vivere.
Non mancare! E ricorda:
"Quest'anno, per Gesù,
il vero regalo, sei...tu!"
Veglia di preghiera |
Venerdì 1 Marzo (1° Venerdì del mese) alle ore 19:30 si terrà in parrocchia una Veglia di preghiera guidata davanti al Santissimo Sacramento.
"Impariamo come l'apostolo San Giovanni a reclinare il capo sul petto di Gesù
Celebrazioni per l'Adorazione |

In occasione del Decimo Anniversario dell'Adorazione Continuata nella nostra parrocchia, Vi invitiamo a partecipare alle seguenti celebrazioni:
Domenica 4 Marzo, dalle ore 10:30 alle ore 12:45
Ritiro parrocchiale di Quaresima
Giovedì 8 Marzo, dalle 19:30 alle 20:30
Adorazione Solenne in Rendimento di Grazie
Sabato 10 Marzo
(ore 17:45) Discorso sottotitolato di Madre Trinidad "Gesù è qui"
(ore 18:30) Adorazione davanti al Santissimo
(ore 19:00) SANTA MESSA SOLENNE
presieduta dal Vicario Generale di Papa Francesco per la diocesi di Roma
presieduta dal Vicario Generale di Papa Francesco per la diocesi di Roma
Orari Adorazione a Natale |

Nel periodo natalizio ci sono alcuni cambi di orario per l'Adorazione Continuata.
Controllare preventivamente se nei giorni di Festa si terrà l'Adorazione oppure no.
Vieni ad Adorare il Signore anche durante l'estate: Iscriviti all'Adorazione nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre |
Cari amici: anche quest’anno, per i mesi di Luglio, Agosto e Settembre, viene sospeso l’orario consueto dell’Adorazione Continuata, ma la nostra Parrocchia non vuole privarvi completamente di questo momento di intimità con nostro Signore, così importante nella vita di tutti noi.
Potete compilare la scheda qui sotto e inviarla online. Anche è possibile iscriversi in parrocchia e imbucare la scheda nella cassetta della posta dell’Ufficio Informazioni.
E’ importante, soprattutto nel periodo estivo, che comunichiate tempestivamente alla Parrocchia la vostra eventuale impossibilità a prendere parte all’Adorazione, telefonando alla parrocchia. Grazie mille della vostra disponibilità.
Veglia di preghiera |
Lunedì 31 Ottobre, Vigilia della Solennità di Tutti i Santi, il Gruppo Giovani animerà un'Ora di Adorazione alle ore 19:45.
Pregheremo tutti insieme davanti a Gesù presente nell'Eucaristia, chiedendo anche l'intercessione di San Josè Sanchez del Rio, di cui sarà presente una reliquia.
Tra i santi canonizzati due settimane fa da Papa Francesco figura anche José Sanchez Del Rio, un quattordicenne messicano morto martire nel 1928.
La storia
Per i cristiani in Messico nella seconda metà degli anni Venti del Novecento l’aria è semplicemente irrespirabile. Il presidente Calles – per il quale la causa di tutti i mali del Paese sarebbe la Chiesa – cala una ghigliottina su chi ne fa parte: seminari e scuole cattoliche sbarrati, sacerdoti messicani a “numero chiuso” e sottoposti all’autorità civile, i preti stranieri espulsi. E la gente comune messa davanti a una scelta da niente: o rinunci alla fede o perdi il lavoro. Una prigione senza uscita, vessatoria e umiliante, con le pareti architettate per schiacciare senza scampo né pietà.
Pregheremo tutti insieme davanti a Gesù presente nell'Eucaristia, chiedendo anche l'intercessione di San Josè Sanchez del Rio, di cui sarà presente una reliquia.
Tra i santi canonizzati due settimane fa da Papa Francesco figura anche José Sanchez Del Rio, un quattordicenne messicano morto martire nel 1928.
La storia
Per i cristiani in Messico nella seconda metà degli anni Venti del Novecento l’aria è semplicemente irrespirabile. Il presidente Calles – per il quale la causa di tutti i mali del Paese sarebbe la Chiesa – cala una ghigliottina su chi ne fa parte: seminari e scuole cattoliche sbarrati, sacerdoti messicani a “numero chiuso” e sottoposti all’autorità civile, i preti stranieri espulsi. E la gente comune messa davanti a una scelta da niente: o rinunci alla fede o perdi il lavoro. Una prigione senza uscita, vessatoria e umiliante, con le pareti architettate per schiacciare senza scampo né pietà.
La rivolta
L’insurrezione è inevitabile. Un esercito di contadini, operai e studenti impugna le armi per spezzare il giogo. Non sono addestrati a combattere i “cristeros” – così si chiamano – vogliono solo ridare al Messico la libertà di pronunciare il nome di Dio. E “¡Viva Cristo Rey!” è il loro grido di battaglia e la Madonna di Guadalupe la bandiera sotto la quale difendersi.
L’insurrezione è inevitabile. Un esercito di contadini, operai e studenti impugna le armi per spezzare il giogo. Non sono addestrati a combattere i “cristeros” – così si chiamano – vogliono solo ridare al Messico la libertà di pronunciare il nome di Dio. E “¡Viva Cristo Rey!” è il loro grido di battaglia e la Madonna di Guadalupe la bandiera sotto la quale difendersi.
“Tarcisius”
Le mani che tengono su quella bandiera durante la cruenta battaglia di Cotija, il 6 febbraio 1928, non sono quelle nodose di una campesino o di un operaio. Sono piccole come possono esserlo quelle di un ragazzino di quasi 15 anni. José Sanchez del Rio ha implorato la mamma pur di non restare a guardare. È diventato la mascotte dei “cristeros” che lo chiamano “Tarcisius” come il giovane romano, ucciso per aver difeso l’Ostia consacrata. Quando in piena mischia un proiettile abbatte il cavallo del suo comandante, Josè gli offre il suo e tenta di coprirgli la ritirata a colpi di fucile, che presto resta scarico. Il tentativo fallisce, entrambi vengono catturati e qualche giorno dopo José finisce rinchiuso nella chiesa del suo paese, Sahuayo, profanata dai soldati federali e trasformata in un pollaio.
Le mani che tengono su quella bandiera durante la cruenta battaglia di Cotija, il 6 febbraio 1928, non sono quelle nodose di una campesino o di un operaio. Sono piccole come possono esserlo quelle di un ragazzino di quasi 15 anni. José Sanchez del Rio ha implorato la mamma pur di non restare a guardare. È diventato la mascotte dei “cristeros” che lo chiamano “Tarcisius” come il giovane romano, ucciso per aver difeso l’Ostia consacrata. Quando in piena mischia un proiettile abbatte il cavallo del suo comandante, Josè gli offre il suo e tenta di coprirgli la ritirata a colpi di fucile, che presto resta scarico. Il tentativo fallisce, entrambi vengono catturati e qualche giorno dopo José finisce rinchiuso nella chiesa del suo paese, Sahuayo, profanata dai soldati federali e trasformata in un pollaio.
“¡Viva Cristo Rey!”
Per rabbia, il ragazzino tira il collo a qualche volatile e questo gesto scatena la rappresaglia. Alcuni soldati entrano a picchiarlo, lo seviziano, e lui a squarciagola esplode il grido di battaglia, a ripetizione: “¡Viva Cristo Rey!”. La sua resistenza coraggiosa fino all’ostinazione che nessuna sofferenza riesce a piegare diventa ben presto un problema. Processare un ragazzino non ha senso, così in suoi aguzzini cercano di fargli rinnegare la fede promettendogli, oltre alla libertà, denaro a profusione, una brillante carriera militare, addirittura l’espatrio negli Stati Uniti. La risposta di José è immaginabile: “Viva Cristo Re, viva la Madonna di Guadalupe!”. Un’alta idea è chiedere un riscatto ai genitori, ma José riesce a convincerli a non pagare e anzi di nascosto dalla zia Magdalena riesce anche a ricevere la comunione.
Per rabbia, il ragazzino tira il collo a qualche volatile e questo gesto scatena la rappresaglia. Alcuni soldati entrano a picchiarlo, lo seviziano, e lui a squarciagola esplode il grido di battaglia, a ripetizione: “¡Viva Cristo Rey!”. La sua resistenza coraggiosa fino all’ostinazione che nessuna sofferenza riesce a piegare diventa ben presto un problema. Processare un ragazzino non ha senso, così in suoi aguzzini cercano di fargli rinnegare la fede promettendogli, oltre alla libertà, denaro a profusione, una brillante carriera militare, addirittura l’espatrio negli Stati Uniti. La risposta di José è immaginabile: “Viva Cristo Re, viva la Madonna di Guadalupe!”. Un’alta idea è chiedere un riscatto ai genitori, ma José riesce a convincerli a non pagare e anzi di nascosto dalla zia Magdalena riesce anche a ricevere la comunione.
Il coraggio e la viltà
È la goccia finale. La sera del 10 febbraio 1928, verso le 23 – un’ora tarda perché nessuno vedesse cosa un gruppo di soldati stava per fare a un bambino e perché il male è anche vigliacco – i militari decidono di sfogare su José la loro crudeltà. Gli spellano le piante dei piedi, lo costringono a camminare sul sale e poi lo strattonano verso il cimitero. José continua imperterrito a gridare il nome di Gesù e di Maria. Uno dei soldati lo accoltella non gravemente, gli chiedono per l’ultima volta di rinnegare la sua fede. Lui rifiuta e domanda di essere fucilato, continuando a invocare quei due nomi uniti in un grido che non si placa. Vorrebbero finirlo a coltellate, in silenzio, ma il capitano innervosito da quell’invocazione estrae la pistola e gli spara.
È la goccia finale. La sera del 10 febbraio 1928, verso le 23 – un’ora tarda perché nessuno vedesse cosa un gruppo di soldati stava per fare a un bambino e perché il male è anche vigliacco – i militari decidono di sfogare su José la loro crudeltà. Gli spellano le piante dei piedi, lo costringono a camminare sul sale e poi lo strattonano verso il cimitero. José continua imperterrito a gridare il nome di Gesù e di Maria. Uno dei soldati lo accoltella non gravemente, gli chiedono per l’ultima volta di rinnegare la sua fede. Lui rifiuta e domanda di essere fucilato, continuando a invocare quei due nomi uniti in un grido che non si placa. Vorrebbero finirlo a coltellate, in silenzio, ma il capitano innervosito da quell’invocazione estrae la pistola e gli spara.
“Cara mamma, ti aspetto in Paradiso”
Sul corpo gli troveranno questo biglietto: "Cara mamma, mi hanno catturato, stanotte sarò fucilato. Ti prometto che in Paradiso preparerò un buon posto per tutti voi.". Firmato: "Il tuo Josè che muore in difesa della fede cattolica per amore di Cristo Re e della Madonna di Guadalupe".
Sul corpo gli troveranno questo biglietto: "Cara mamma, mi hanno catturato, stanotte sarò fucilato. Ti prometto che in Paradiso preparerò un buon posto per tutti voi.". Firmato: "Il tuo Josè che muore in difesa della fede cattolica per amore di Cristo Re e della Madonna di Guadalupe".
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