Cristiani in Egitto

  Questi giorni abbiamo avuto la gioia ricevere la visita di un gruppo di vescovi copti cattolici di Egitto. Vi offriamo la  testimonianza di Mons. Joannes Zakaria, Vescovo di Tebe – Luxor per i Copti Cattolici, sulla situazione attuale dei Cristiani in Egitto:

Introduzione
Sabato 7 Settembre 2013, festa della nascita della Vergine Maria, il Santo Padre Francesco ha chiamato tutto il mondo alla preghiera e al digiuno per la pace in Siria e nel Medio Oriente. Grazie a questo invito alla preghiera e al digiuno i disordini sono diminuiti, e la speranza per avere una vera pace s’è aumentata.
La mia testimonianza, sarà limitata all’aspetto umano che ho provato e ho sentito dentro di me, vivendo gli avvenimenti accaduti ultimamente in Egitto.


Che cosa è successo in Egitto durante gli ultimi due mesi?

Dopo l’amara esperienza sotto il regime di Sadat (1970-1981, 11 anni) e di Moubarak (1981-2011, 30 anni), i Copti sognavano uno stato laico democratico, perciò hanno partecipato con entusiasmo alla rivolta dei giovani del 25 Gennaio 2011, contro il regime di Moubarak.
Ma i fratelli musulmani e salafiti, perché erano ben organizzati, hanno rubato la rivolta dei giovani, e hanno vinto le elezioni e si sono impadroniti dell’Egitto. Subito hanno cominciato a realizzare il loro progetto per l’islamizzazione dell’Egitto e creare un stato islamico, e applicare la legge islamica con una nuova costituzione, con una forte tendenza islamizzante. Dopo hanno scelto i loro fedelissimi e seguaci per essere nominati nei posti strategici essenziali dello Stato.
Durante un anno intero del governo di Muorsi, il regime dei  fratelli musulmani e dei salafiti, non ha fatto nessun passo avanti verso la democratizzazione, invece ha moltiplicato i problemi sociali,  economici, e sono aumentai gli scontri fra Mussulmani e Copti in tutto l’Egitto.
Il 30 Giugno 2013, i Copti, uniti con il movimento di “Tamaruod” (ribellione) , sono ritornati in piazza Tahrir, per protestare contro il regime Muorsi, i fratelli musulmani e i salafiti, e per chiedere la libertà dell’Egitto, e per avere uno stato civile, laico e democratico.
I fondamentalisti hanno accusato i Copti di tradimento, di essere   contro il progetto islamico, e di aver collaborato alla caduta di Muorsi.
Dopo la dispersione piuttosto violenta operata dall’Esercito e dalle Forze dell’Ordine, dei gruppi di musulmani riuniti nelle piazze di Rabaa e Al Nahda, nella città del Cairo, il 14 Agosto 2013, è scoppiata la rabbia e la violenza dei fondamentalisti contro i Copti in tutto l’Egitto.


Il bilancio di queste violenze

In Egitto, 86 Copti sono uccisi, 43 Copti sono rapiti, 108 Chiese, 14 scuole e 83 case e negozi dei cristiani sono o distrutti o bruciati o danneggiati.
Solo nella mia Diocesi: 5 Copti sono uccisi, 3 Chiese, 2 dispensari, 18 case e negozi sono distrutti  o bruciati o danneggiati.
Da notare che ci sono anche molte perdite e vittime fra i musulmani, e il capo dell’esercito egiziano ha promesso di ricostruire e restaurare tutti gli edifici distrutti e bruciati, e siamo  in attesa che venga mantenuta questa promessa. 


Riscoprire il senso profondo della preghiera e del digiuno

Durante questi momenti difficili, e ancora nel momento presente, tutti i Cristiani dell’Egitto, del Medio Oriente, e in diversi parte del mondo, pregano e digiunano per la pace. Tutte le Chiese dell’Egitto  sono affollatissime dei fedeli, nei giorni feriali e nelle domeniche.
Ho visitato le tre Chiese bruciate nella mia Diocesi, e ho celebrato con una grandissima folla le Messe in esse, e ho visto i fedeli pregare con  lo spirito, il cuore e le lacrime.
Queste Messe sono le Messe più belle della mia vita.
La fede dei Copti e la loro fiducia in Dio, durante le tribolazioni, non sono diminuite  o mancate, ma sono fortificate e aumentate.
Il desiderio dell’unità fra le Chiese, viene sentito fortemente da tutti i cristiani, e viene praticato fra di loro con amore e sincerità, e anche le autorità ecclesiali hanno dimenticato le loro divisioni e hanno cominciato a collaborare fra di loro.
Ho imparato da un contadino cristiano a pregare davanti all’icona della fuga in Egitto della Sacra Famiglia, che si trova in tutte le Chiese egiziane, e dire queste parole:
“O Gesù, Maria e Giuseppe che avete trovato rifugio e sicurezza sulla terra dell’Egitto, vi chiedo di custodire e proteggere questa terra, e che i mussulmani e i cristiani possano vivere insieme in pace, amore e gioia”.    


Riscoprire il senso profondo del perdono e della riconciliazione

Le gerarchie e i fedeli delle Chiese dell’Egitto, hanno espresso il loro dolore per le vittime del terrorismo, ma nel stesso tempo hanno espresso il loro totale perdono, e hanno offerto le loro perdite come un sacrificio per la nascita del  nuovo Egitto.
Sulle facciate delle chiese bruciate e distrutte alcuni hanno messo dei cartelli con le seguenti scritte: 
“Noi perdoniamo e preghiamo”, “Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori”, “Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
Da notare che durante gli ultimi scontri in Egitto, non è stato registrato nessuno atto d’odio o di vendetta da parte dei cristiani contro i fondamentalisti.


Solidarietà fra tutto il popolo egiziano

Ho sentito molti racconti di famiglie mussulmane, che hanno ospitato nelle loro case  alcune famiglie cristiane, e hanno protetto e salvato molte persone.
Ho visto cristiani e mussulmani, specialmente nei villaggi poveri, vivere la carità fraterna fra di loro. Ognuno aiuta l’altro, mettendo tutto quello che possiedono a disposizione del più bisognoso.
Questa carità fraterna ci fa ricordare la bella vita comunitaria dei primi cristiani, che leggiamo nel libro degli Atti degli Apostoli.
Per sette giorni ero chiuso nella casa vescovile, e un soldato mussulmano, senza chiederlo e pagarlo, quando è mancato il pane, lui ha avuto cura di comperarlo e di  portarmelo gratuitamente. 


Paura e Speranza

Sì, abbiamo molta paura del futuro dell’Egitto, e non possiamo fare conto sulla politica internazionale e sulla potenza dei grandi della terra,  ma abbiamo molta fiducia nel nostro buon Dio.
Attraverso i secoli, i cristiani dell’Egitto, sotto le conquiste romana, greca, persiana, araba, turca ed inglese, hanno sofferto tantissimo, hanno offerto moltissimi martiri, e hanno conservato la loro fede fino ai nostri giorni.
La minoranza più forte e più numerosa dei cristiani, che è rimasta oggi nel mondo arabo e musulmano, è la comunità dei copti, e attualmente sono ca. 10 milioni.
Il segreto della forza e del coraggio dei cristiani egiziani è la loro buona volontà, l’intercessione del sangue dei loro martiri, e le preghiere dei loro santi monaci e sante monache, che un giorno riempivano i deserti egiziani;  ancora oggi c’è un bel numero di monaci e di monache, che stanno pregando per la pace del mondo e la pacifica convivenza fra i popoli della terra.
Penso che per  i Cristiani dell’Egitto e del Medio Oriente dopo la loro lunga e triste storia, sia giunto il momento per realizzare le loro speranze, i loro sogni, e creare nei loro paesi una società civile democratica e laica, dove mussulmani, cristiani e ebrei potranno vivere insieme in pace e in libertà.

Vi prego di continuare a pregare per noi,

+ Joannes Zakaria,

Vescovo di Tebe – Luxor per i Copti Cattolici

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