Loading video...

Domenica 28 Maggio alle ore 19:30: Inno Akathistos

Domenica 28 Maggio, Solennità dell'Ascensione del Signore, dopo la Santa Messa delle ore 19:00 sarà cantato in parrocchia l’Inno liturgico Akathistos. Invocheremo la protezione della Madonna per i nostri fratelli cristiani perseguitati in tutto il mondo.

Le Prove per il Canto Akathistos si terranno Venerdì 26 Maggio alle 19:30.

L’Inno liturgico (Akathistos) alla Vergine Maria è stato lungo i secoli e per molte generazioni mezzo sicuro per trovare rifugio, conforto e certezza nel venire esauditi da Colei che tutto può.
Il canto melodioso e sublime delle grandezze della Sempre-Vergine avvicina poderosamente al Cuore della Madre e rende possibile venire esauditi nelle suppliche. Abbiamo la certezza di ottenere ciò che sarà di maggiore Gloria per Dio.
Nostra Signora di Valme, particolarmente incline ad ascoltarci e ad essere sostegno ed aiuto nella prova ci accoglie volentieri per presentare le nostre suppliche presso l’Altissimo. Rivolgendoci a Lei Dio ci ascolta con cuore di Madre!


Inno Akathistos

DOWNLOAD      Scarica lo Spartito con Organo       ||       Scarica il Libretto (senza spartito)
Audio Intero
(32 minuti)
Download MP3

NomeAscoltaDownload
1^a  StanzaMP3
2^a  StanzaMP3
3^a  StanzaMP3
4^a  StanzaMP3
5^a  StanzaMP3
6^a  StanzaMP3
7^a  StanzaMP3
8^a  StanzaMP3
9^a  StanzaMP3
10^a StanzaMP3
11^a StanzaMP3
12^a StanzaMP3
13^a StanzaMP3
14^a StanzaMP3
15^a StanzaMP3
16^a StanzaMP3
17^a StanzaMP3
18^a StanzaMP3
19^a StanzaMP3
20^a StanzaMP3
21^a StanzaMP3
22^a StanzaMP3
23^a StanzaMP3
24^a StanzaMP3

L’Inno Akathistos
 “Akathistos” si chiama per antonomasia quell’inno liturgico della Chiesa bizantina del secolo V, che fu e resta il modello di molte composizioni innografiche e litaniche, antiche e recenti. Akathistos non è il titolo originario, ma una rubrica: «non-seduti», perché la Chiesa ingiunge di cantarlo o recitarlo «stando in piedi», come si ascolta il Vangelo, in segno di riverente ossequio alla Madre di Dio.
L’Akathistos è una composizione davvero ispirata che canta il mistero della Vergine-Madre nel mistero di Cristo e della Chiesa, e l’evento dell’Incarnazione e del Natale nella luce della Pasqua del Redentore e dei redenti.
La struttura metrica e sillabica dell'Akathistos si ispira alla celeste Gerusalemme descritta dal cap. 21 dell'Apocalisse, da cui desume immagini e numeri: Maria è cantata come identificazione della Chiesa, Sposa Vergine dell'Agnello, in tutto il suo splendore e la sua perfezione.
La prima parte dell'Akathistos (stanze 1-12) segue il ciclo del Natale, ispirato ai Vangeli dell'Infanzia (Lc 1-2; Mt 1-2). Essa propone e canta il mistero dell'incarnazione (stanze 1-4), l'effusione della grazia su Elisabetta e Giovanni (stanza 5),la rivelazione a Giuseppe (stanza 6), l'adorazione dei pastori (stanza 7), l'arrivo e l'adorazione dei magi (stanze 8-10), la fuga in Egitto (stanza 11), l'incontro con Simeone (stanza 12): eventi che superano il dato storico e diventano lettura simbolica della grazia che si effonde, della creatura che l'accoglie, dei pastori che annunciano il Vangelo, dei lontani che giungono alla fede, del popolo di Dio che uscendo dal fonte battesimale percorre il suo luminoso cammino verso la Terra promessa e giunge alla conoscenza profonda del Cristo.
Per questo l’autore lo ha intenzionalmente architettato sui numeri simbolici che rappresentano il Cristo e la Chiesa: il numero 2, che indica le due nature del Figlio – la divina e l’umana – convergenti nell’unica persona del Verbo; e il numero 12, che rivela la Gerusalemme celeste descritta nell’Apocalisse quale Sposa dell’Agnello, risplendente della gloria divina (Ap.19 e 21).
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ha presieduto varie celebrazioni dell'Akathistos, e ha concesso per la recita dell'Inno l’indulgenza plenaria e le stesse indulgenze del santo Rosario.
Continua a leggere...

Santo Rosario alla Madonna



Maggio è il mese dedicato a Maria Santissima: inoltre quest'anno, Sabato 13 Maggio, ricorre anche il 100° anniversario delle apparizioni di Fatima.

Per celebrare questa ricorrenza, Sabato 13 Maggio, alle ore 16:45 nel giardino di San Pietro Apostolo, si terrà la recita comunitaria del Santo Rosario alla Madonna di Valme per invocare la Sua Protezione per tutte le famiglie della parrocchia.

Al termine si svolgerà una fiaccolata in onore della Madonna dalla Parrocchia alla Casa di San Pietro Apostolo.


Continua...

Pellegrinaggio a Lanciano

Sabato 29 Aprile la parrocchia ha organizzato un Pellegrinaggio al Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano e al Santo Volto di Manoppello.
C'è ancora posto per chi volesse partecipare.
Per prenotarsi contattare: Pino e Carla 347.9578974

Informazioni utili:
- Partenza in pullman ore 7:30 da Via Frattini, 295

- Pranzo al sacco. Quota di partecipazione 20,00 euro.

- Prenotazioni e ulteriori informazioni: Pino e Carla 347.9578974

Continua...

Cristo è risorto!

Sono risorto, sono sempre con te


 SEQUENZA 

Alla vittima pasquale, 
s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato 
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate 
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; 
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria: 
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente, 
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, 
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; 
e vi precede in Galilea».

Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.
Amen. Alleluia

-----------

«La sera del giorno di Pasqua Gesù alitò sugli Apostoli e disse:
“Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi
e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”» (Gv 20, 22-23 ).

Cristo morto e risorto perdona i nostri peccati e ci risuscita a vita nuova.

------------

Il Signore è davvero risorto. Alleluia!
A lui gloria e potenza
nei secoli eterni!


___________   IL TERZO GIORNO RISUSCITO' DAI MORTI   __________
(Dal Catechismo della Chiesa Catolica)

638 “Noi vi annunziamo la Buona Novella che la promessa fatta ai padri si è compiuta, poiché Dio l'ha attuata per noi, loro figli, risuscitando Gesù” ( At 13,32-33). La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo, creduta e vissuta come verità centrale dalla prima comunità cristiana, trasmessa come fondamentale dalla Tradizione, stabilita dai documenti del Nuovo Testamento, predicata come parte essenziale del Mistero pasquale insieme con la croce:

Cristo è risuscitato dai morti.
Con la sua morte ha vinto la morte,
Ai morti ha dato la vita   [Liturgia bizantina, Tropario di Pasqua].

I. L'avvenimento storico e trascendente

639 Il mistero della Risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento. Già verso l'anno 56 san Paolo può scrivere ai cristiani di Corinto: “Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici” ( 1Cor 15,3-4). L'Apostolo parla qui della tradizione viva della Risurrezione che egli aveva appreso dopo la sua conversione alle porte di Damasco [Cf  At 9,3-18 ].


Il sepolcro vuoto

640 “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato” ( Lc 24,5-6). Nel quadro degli avvenimenti di Pasqua, il primo elemento che si incontra è il sepolcro vuoto. Non è in sé una prova diretta. L'assenza del corpo di Cristo nella tomba potrebbe spiegarsi altrimenti [Cf  Gv 20,13; 640  Mt 28,11-15 ]. Malgrado ciò, il sepolcro vuoto ha costituito per tutti un segno essenziale. La sua scoperta da parte dei discepoli è stato il primo passo verso il riconoscimento dell'evento della Risurrezione. Dapprima è il caso delle pie donne, [Cf  Lc 24,3;  Lc 24,22-23 ] poi di Pietro [Cf  Lc 24,12 ]. “Il discepolo... che Gesù amava” ( Gv 20,2) afferma che, entrando nella tomba vuota e scorgendo “le bende per terra” ( Gv 20,6), “vide e credette” ( Gv 20,8). Ciò suppone che egli abbia constatato, dallo stato in cui si trovava il sepolcro vuoto, [Cf  Gv 20,5-7 ] che l'assenza del corpo di Gesù non poteva essere opera umana e che Gesù non era semplicemente ritornato ad una vita terrena come era avvenuto per Lazzaro [Cf  Gv 11,44 ].


Le apparizioni del Risorto

641 Maria di Magdala e le pie donne che andavano a completare l'imbalsamazione del Corpo di Gesù, [Cf  Mc 16,1;  Lc 24,1 ] sepolto in fretta la sera del Venerdì Santo a causa del sopraggiungere del Sabato, [Cf  Gv 19,31;  Gv 19,42 ] sono state le prime ad incontrare il Risorto [Cf  Mt 28,9-10; 641  Gv 20,11-18 ]. Le donne furono così le prime messaggere della Risurrezione di Cristo per gli stessi Apostoli [Cf  Lc 24,9-10 ]. A loro Gesù appare in seguito: prima a Pietro, poi ai Dodici [Cf  1Cor 15,5 ]. Pietro, chiamato a confermare la fede dei suoi fratelli, [Cf  Lc 22,31-32 ] vede dunque il Risorto prima di loro ed è sulla sua testimonianza che la comunità esclama: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone” ( Lc 24,34).

642 Tutto ciò che è accaduto in quelle giornate pasquali impegna ciascuno degli Apostoli - e Pietro in modo del tutto particolare - nella costruzione dell'era nuova che ha inizio con il mattino di Pasqua. Come testimoni del Risorto essi rimangono le pietre di fondazione della sua Chiesa. La fede della prima comunità dei credenti è fondata sulla testimonianza di uomini concreti, conosciuti dai cristiani e, nella maggior parte, ancora vivi in mezzo a loro. Questi testimoni della Risurrezione di Cristo [Cf  At 1,22 ] sono prima di tutto Pietro e i Dodici, ma non solamente loro: Paolo parla chiaramente di più di cinquecento persone alle quali Gesù è apparso in una sola volta, oltre che a Giacomo e a tutti gli Apostoli [Cf  1Cor 15,4-8 ].

643 Davanti a queste testimonianze è impossibile interpretare la Risurrezione di Cristo al di fuori dell'ordine fisico e non riconoscerla come un avvenimento storico. Risulta dai fatti che la fede dei discepoli è stata sottoposta alla prova radicale della passione e della morte in croce del loro Maestro da lui stesso preannunziata [Cf  Lc 22,31-32 ]. Lo sbigottimento provocato dalla passione fu così grande che i discepoli (almeno alcuni di loro) non credettero subito alla notizia della Risurrezione. Lungi dal presentarci una comunità presa da una esaltazione mistica, i Vangeli ci presentano i discepoli smarriti [Avevano il “volto triste”:  Lc 24,17 ] e spaventati, [Cf  Gv 20,19 ] perché non hanno creduto alle pie donne che tornavano dal sepolcro e “quelle parole parvero loro come un vaneggiamento” ( Lc 24,11) [ Cf  Mc 16,11;  Mc 16,13 ]. Quando Gesù si manifesta agli Undici la sera di Pasqua, li rimprovera “per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato” ( Mc 16,14).

644 Anche messi davanti alla realtà di Gesù risuscitato, i discepoli dubitano ancora, [Cf  Lc 24,38 ] tanto la cosa appare loro impossibile: credono di vedere un fantasma [Cf  Lc 24,39 ]. “Per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti” ( Lc 24,41). Tommaso conobbe la medesima prova del dubbio [Cf  Gv 20,24-27 ] e, quando vi fu l'ultima apparizione in Galilea riferita da Matteo, “alcuni. . . dubitavano” ( Mt 28,17). Per questo l'ipotesi secondo cui la Risurrezione sarebbe stata un “prodotto” della fede (o della credulità) degli Apostoli, non ha fondamento. Al contrario, la loro fede nella Risurrezione è nata - sotto l'azione della grazia divina - dall'esperienza diretta della realtà di Gesù Risorto.


Lo stato dell'umanità di Cristo risuscitata

645 Gesù risorto stabilisce con i suoi discepoli rapporti diretti, attraverso il contatto [Cf  Lc 24,39; 645  Gv 20,27 ] e la condivisione del pasto [Cf  Lc 24,30; 645  Lc 24,41-43;  Gv 21,9;  Gv 21,13-15 ]. Li invita a riconoscere da ciò che egli non è un fantasma, [Cf  Lc 24,39 ] ma soprattutto a constatare che il corpo risuscitato con il quale si presenta a loro è il medesimo che è stato martoriato e crocifisso, poiché porta ancora i segni della passione [Cf  Lc 24,40; 645  Gv 20,20;  Gv 20,27 ]. Questo corpo autentico e reale possiede però al tempo stesso le proprietà nuove di un corpo glorioso; esso non è più situato nello spazio e nel tempo, ma può rendersi presente a suo modo dove e quando vuole, [Cf  Mt 28,9;  Mt 28,16-17;  Lc 24,15; 645  Lc 24,36;  Gv 20,14;  Gv 20,19;  Gv 20,26;  Gv 21,4 ] poiché la sua umanità non può più essere trattenuta sulla terra e ormai non appartiene che al dominio divino del Padre [Cf Gv 20,17 ]. Anche per questa ragione Gesù risorto è sovranamente libero di apparire come vuole: sotto l'aspetto di un giardiniere [Cf  Gv 20,14-15 ] o sotto altre sembianze, [Cf  Mc 16,12 ] che erano familiari ai discepoli, e ciò per suscitare la loro fede [Cf  Gv 20,14;  Gv 20,16; 645  Gv 21,4;  Gv 20,7 ].

646 La Risurrezione di Cristo non fu un ritorno alla vita terrena, come lo fu per le risurrezioni che egli aveva compiute prime della Pasqua: quelle della figlia di Giairo, del giovane di Naim, di Lazzaro. Questi fatti erano avvenimenti miracolosi, ma le persone miracolate ritrovavano, per il potere di Gesù, una vita terrena “ordinaria”. Ad un certo momento esse sarebbero morte di nuovo. La Risurrezione di Cristo è essenzialmente diversa. Nel suo Corpo risuscitato egli passa dallo stato di morte ad un'altra vita al di là del tempo e dello spazio. Il Corpo di Gesù è, nella Risurrezione, colmato della potenza dello Spirito Santo; partecipa alla vita divina nello stato della sua gloria, sì che san Paolo può dire di Cristo che egli è “l'uomo celeste” [Cf  1Cor 15,35-50 ].


La Risurrezione come evento trascendente

647 “O notte - canta l'“Exultet” di Pasqua - tu solo hai meritato di conoscere il tempo e l'ora in cui Cristo è risorto dagli inferi”. Infatti, nessuno è stato testimone oculare dell'avvenimento stesso della Risurrezione e nessun evangelista lo descrive. Nessuno ha potuto dire come essa sia avvenuta fisicamente. Ancor meno fu percettibile ai sensi la sua essenza più intima, il passaggio ad un'altra vita. Avvenimento storico constatabile attraverso il segno del sepolcro vuoto e la realtà degli incontri degli Apostoli con Cristo risorto, la Risurrezione resta non di meno, in ciò in cui trascende e supera la storia, al cuore del Mistero della fede. Per questo motivo Cristo risorto non si manifesta al mondo, ma ai suoi discepoli, [Cf  Gv 14,22 ] “a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme”, i quali “ora sono i suoi testimoni davanti al popolo” ( At 13,31).

II. La Risurrezione - opera della Santissima Trinità

648 La Risurrezione di Cristo è oggetto di fede in quanto è un intervento trascendente di Dio stesso nella creazione e nella storia. In essa, le tre Persone divine agiscono insieme e al tempo stesso manifestano la loro propria originalità. Essa si è compiuta per la potenza del Padre che “ha risuscitato” ( At 2,24) Cristo, suo Figlio, e in questo modo ha introdotto in maniera perfetta la sua umanità con il suo Corpo nella Trinità. Gesù viene definitivamente “costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la Risurrezione dai morti” ( Rm 1,3-4). San Paolo insiste sulla manifestazione della potenza di Dio [Cf  Rm 6,4;  2Cor 13,4;  Fil 3,10;  Ef 1,19-22; 648  Eb 7,16 ] per l'opera dello Spirito che ha vivificato l'umanità morta di Gesù e l'ha chiamata allo stato glorioso di Signore.

649 Quanto al Figlio, egli opera la sua propria Risurrezione in virtù della sua potenza divina. Gesù annunzia che il Figlio dell'uomo dovrà molto soffrire, morire ed in seguito risuscitare (senso attivo della parola) [Cf  Mc 8,31;  Mc 9,9-31; 649  Mc 10,34 ]. Altrove afferma esplicitamente: “Io offro la mia vita, per poi riprenderla. . . ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla” ( Gv 10,17-18). “Noi crediamo. . . che Gesù è morto e risuscitato” ( 1Ts 4,14).

650 I Padri contemplano la Risurrezione a partire dalla Persona divina di Cristo che è rimasta unita alla sua anima e al suo corpo separati tra loro dalla morte: “Per l'unità della natura divina che permane presente in ciascuna delle due parti dell'uomo, queste si riuniscono di nuovo. Così la morte si è prodotta per la separazione del composto umano e la Risurrezione per l'unione delle due parti separate” [San Gregorio di Nissa, In Christi resurrectionem, 1: PG 46, 617B; cf anche “Statuta Ecclesiae Antiqua”: Denz. -Schönm., 325; Anastasio II, Lettera In prolixitate epistolae: ibid. , 359; Ormisda, Lettera Inter ea quae: ibid. , 369; Concilio di Toledo XI: ibid., 539].

III. Senso e portata salvifica della Risurrezione

651 “Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione e vana anche la vostra fede” ( 1Cor 15,14). La Risurrezione costituisce anzitutto la conferma di tutto ciò che Cristo stesso ha fatto e insegnato. Tutte le verità, anche le più inaccessibili allo spirito umano, trovano la loro giustificazione se, risorgendo, Cristo ha dato la prova definitiva, che aveva promesso, della sua autorità divina.


652 La Risurrezione di Cristo è compimento delle promesse dell'Antico Testamento [Cf  Lc 24,26-27;  Lc 24,44-48 ] e di Gesù stesso durante la sua vita terrena [Cf  Mt 28,6;  Mc 16,7;  Lc 24,6-7 ]. L'espressione “secondo le Scritture” ( 1Cor 15,3-4 e Simbolo di Nicea-Costantinopoli) indica che la Risurrezione di Cristo realizzò queste predizioni.


653 La verità della divinità di Gesù è confermata dalla sua Risurrezione. Egli aveva detto: “Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono” ( Gv 8,28). La Risurrezione del Crocifisso dimostrò che egli era veramente “Io Sono”, il Figlio di Dio e Dio egli stesso. San Paolo ha potuto dichiarare ai Giudei: “La promessa fatta ai nostri padri si è compiuta, poiché Dio l'ha attuata per noi. . . risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel Salmo secondo: "Mio Figlio sei tu, oggi ti ho generato"” ( At 13,32-33) [Cf  Sal 2,7 ]. La Risurrezione di Cristo è strettamente legata al Mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio. Ne è il compimento secondo il disegno eterno di Dio.

654 Vi è un duplice aspetto nel Mistero pasquale: con la sua morte Cristo ci libera dal peccato, con la sua Risurrezione ci dà accesso ad una nuova vita. Questa è dapprima la giustificazione che ci mette nuovamente nella grazia di Dio [Cf  Rm 4,25 ] “perché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,4). Essa consiste nella vittoria sulla morte del peccato e nella nuova partecipazione alla grazia [Cf  Ef 2,4-5;  1Pt 1,3 ]. Essa compie l'adozione filiale poiché gli uomini diventano fratelli di Cristo, come Gesù stesso chiama i suoi discepoli dopo la sua Risurrezione: “Andate ad annunziare ai miei fratelli” ( Mt 28,10;  Gv 20,17). Fratelli non per natura, ma per dono della grazia, perché questa filiazione adottiva procura una reale partecipazione alla vita del Figlio unico, la quale si è pienamente rivelata nella sua Risurrezione.

655 Infine, la Risurrezione di Cristo - e lo stesso Cristo risorto - è principio e sorgente della nostra risurrezione futura: “Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. . . ; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo” ( 1Cor 15,20-22). Nell'attesa di questo compimento, Cristo risuscitato vive nel cuore dei suoi fedeli. In lui i cristiani gustano “le meraviglie del mondo futuro” ( Eb 6,5) e la loro vita è trasportata da Cristo nel seno della vita divina: [Cf  Col 3,1-3 ] “Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro” ( 2Cor 5,15).


IN SINTESI

656 La fede nella Risurrezione ha per oggetto un avvenimento storicamente attestato dai discepoli che hanno realmente incontrato il Risorto, ed insieme misteriosamente trascendente in quanto entrata dell'umanità di Cristo nella gloria di Dio.

657 La tomba vuota e le bende per terra significano già per se stesse che il Corpo di Cristo è sfuggito ai legami della morte e della corruzione, per la potenza di Dio. Esse preparano i discepoli all'incontro con il Risorto.


658 Cristo, “il primogenito di coloro che risuscitano dai morti” ( Col 1,18), è il principio della nostra Risurrezione, fin d'ora per la giustificazione della nostra anima , [Cf  Rm 6,4 ] più tardi per la vivificazione del nostro corpo [Cf  Rm 8,11 ].

Continua...

Entriamo nel mistero di Cristo

  Siamo nella Settimana Santa, tempo di grazia durante il quale la Chiesa ci invita a vivere la passione, morte e Resurrezione di Gesù. 
  
   E ciò non come un ricordo, bensì, eliminando lo spazio e il tempo che ci separa da questo mistero, la Chiesa ci pone davanti alla realtà della tragedia di Cristo, del dolore del suo corpo e della sua anima, della sua morte in croce per aprirci il Seno del Padre e del suo trionfo nella Resurrezione. 
   

   Accompagniamo Gesù, in modo particolare Giovedì e Venerdì Santo.
(clicca qui per vedere gli orari)

Come preparazione al triduo pasquale vi offriamo un estratto del tema «Il Solo» e un frammento del video della Madre Trinidad «Dio è la misericordia infinita che si dona a noi uomini nell’Incarnazione», del 20 Agosto 1992, e (premere il tasto PLAY):


Nota: Se non si riesce a riprodurre il video, cliccare sull’icona per aggiornare il player.
Get Adobe Flash player


«L’eterno Accompagnato, 
Venne ai suoi e i suoi non l’hanno accolto”»

O Famiglia Divina che, in calore di focolare, Tre ti sei…! […]

Se Dio non fosse Famiglia, non sarebbe felice, non sarebbe beato, e allora non sarebbe Dio. […] Ma Dio volle che suo Figlio, sulla terra, sapesse pure di calore di focolare, assaporando la compagnia amorosa di sua Madre e di San Giuseppe.

E in quei momenti in cui Tu, mio divino Maestro, avevi più bisogno della compagnia dei tuoi amici, ti trovi completamente solo: «Pietro, dormi?» «Non avete potuto vegliare un’ora con me?» «Vegliate e pregate per non cadere in tentazione». […]
«Se cercate me, lasciate questi». […]

Tutti fuggono […] Tutti no! […] Nella sua solitudine terribile e spaventosa, ha un «amico» Gesù! Un «amico» che non dorme, […] Se Gesù, trovandosi così solo, non avesse saputo -cosa impossibile- del tradimento di Giuda, vedendolo venire verso di Sé, avrebbe sentito una consolazione; poiché, davanti al suo abbandono, vedeva che un amico […] gli veniva incontro con la più grande dimostrazione di amore: un bacio!; bacio che, depositato sulla guancia divina de il Solo, fu il segno più grande della sua solitudine e del suo abbandono. […]

«È l’ora del potere delle tenebre» […] è stata condannata a morte la Santità Infinita! […] E per trenta monete è stata venduta la Libertà per essenza! […]

Quale solitudine così terribile quella de «il Solo» solitario…! […] «Percossero il Pastore e le pecore si dispersero». […]

Esce il divino Maestro molto «accompagnato» dai soldati e, attraversando il cortile, cerca ansioso con il suo sguardo lo sguardo di Pietro che si trovava lì. E lo guarda con affetto di perdono… […] Sguardo che, incidendoglisi fino nel più profondo dell’anima, lo fa scoppiare a piangere amaramente. […]

Gesù, […] io voglio accompagnarti durante tutta questa notte. […]

E all’albeggiare di quel giorno tenebroso del Venerdì Santo, […] sei portato e riportato da quei capetti che inumanamente si burlavano […] del Verbo della Vita. […]

«Non sai che ho il potere di rilasciarti o di crocifiggerti?». […]


Pilato…! Terribile sproposito…! Non trovi colpa nel reo…! […] E tu, o insensato!, comandi di flagellare […] la Giustizia infinita […] come un malfattore. […]

Oh…! Dove sono gli amici del divino Maestro? […]

Maria, unita all’anima di suo Figlio in tutti e in ciascuno di questi tormenti, fatta una cosa con Lui, sperimentava nella sua anima di Madre di Dio tutta la tragedia terribile del Verbo infinito Incarnato.

Quegli uomini, accecati, impazziti e manipolati dall’Inferno, […] inventano le beffe, le maledizioni e i maltrattamenti più satanici… […] Uno dei soldati […] esclama: «Non era re? Ebbene facciamogli una corona!», […] gli cinsero una corona intrecciata di spine e cominciarono a salutarlo: Salve, re dei giudei! […]

O dolore terribile dell’anima di Cristo…! […] O Gesù!, io voglio oggi baciare le tue guance divine, […] il tuo capo trafitto dalle spine, e il tuo corpo distrutto dai flagelli […].

E davanti alle parole di Pilato «Ecco l’Uomo»: «Crocifiggilo, crocifiggilo!».

Momento desolante…! […] «Cercai chi mi consolasse e non lo trovai». Il Solo…! E con la sua croce sulle spalle, […] va il Solo, […] accompagnato solamente dai traditori […] I soldati, timorosi di non potersi accanire sulla loro vittima e di non poterlo appendere alla croce, affittano un uomo perché aiuti quel reo a portarla […] Aveva trovato il divino Maestro un amico in quel Cireneo? No, pure lui portò la croce costretto. […]

E Gesù cerca l’unico sguardo amico che, nel suo camminare sulla terra, ha sempre incontrato e che gli ha sempre saputo di affetto e di calore di focolare. E i due sguardi si abbracciano nell’unione mutua dello Spirito Santo. Si sono incontrati la Madre e il Figlio e si sono fusi in uno stesso dolore…!

Ormai Gesù va accompagnato! Ormai il Solo ha trovato, come a Betlemme, a Nazareth e durante tutta la sua vita, la sua oasi nel suo duro camminare…! […]

Un uomo forte alza il martello scaricandolo sul chiodo, che si introduce nella mano divina del Buon Maestro […] Che avrà sentito la Vergine davanti a quelle martellate…? […] Ormai è cucito al legno il Verbo della Vita…! […] per celebrare la prima Messa. […] «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno!». […]

Il Solo, che si trova tra due giustiziati come Lui, persino fra i suoi stessi compagni di morte è solo…! Ed effondendosi amorosamente su di loro, li guarda, e uno di loro, aderendo a quello sguardo divino, si compenetra con Lui, lo ama, si converte, si consegna, e, in un grido di fiducia, esprime il più nobile sentimento della sua anima: «Signore, ricordati di me quando sarai nel tuo Regno». […]

Dima, sei stato ladro e nel tuo ultimo furto hai colto nel segno…! Il Solo, che appena trova uno sguardo amico lo fa un santo…! […]

Sperimenta l’Autore della vita, che alla sua umanità sfugge la vita […] e guardando la Vergine […] le dice indicando Giovanni: «Donna, ecco tuo figlio». In questo momento, Gesù ci dà sua Madre come Madre nostra. […] E guardando Giovanni gli dice: «Ecco tua Madre». E in Giovanni, essendo rappresentati tutti noi, ci rende figli di Maria. […]

Il Solo rivolge il suo sguardo […] al Padre. E vede che la Santità Infinita, manifestandosi come Giustizia, gli si rivolge contro poiché Egli rappresenta il peccato.
E in uno strazio dolorosissimo di solitudine cruenta […] il Solo grida: «Dio mio, Dio mio!, perché mi hai abbandonato…?». […]

O solitudine terribile dell’anima di Cristo! […] «Ho sete!» Sì, Padre, sete che ti conoscano, e affinché ti conoscano, «Io per loro mi santifico». […]

«Tutto è compiuto!» e volgendosi al Padre […]esala il suo ultimo sospiro: «Padre nelle tue mani affido il mio spirito!». In quel momento trema la terra, […] e tutta la creazione protesta con voce di pianto straziante e doloroso davanti alla morte ingiusta del suo Creatore. […] Il sole si occulta per non essere testimone di quel crimine terribile. […]

Ormai Gesù non può soffrire…! Ormai l’Uomo si trova faccia a faccia nella luce della gloria, introdotto nella Famiglia Divina, con il seno paterno di Dio aperto per tutti i suoi figli…!

Ormai sembra che tutto è gioia e contentezza…!

Ma no. Maria, ai piedi della croce, sente un contrasto terribile nella sua anima santissima. Da una parte, partecipando della gioia di suo Figlio, si sente felice unita all’anima di Cristo; e dall’altra, Lei, come Madre della Chiesa, ancora esiliata e nel paese delle tenebre, aspetta con nostalgia avvolta nella sua solitudine; e Maria, come prolungamento di suo Figlio, è ora più che mai, la Sola […]

E la Sola, dopo aver sepolto con quei santi uomini il corpo di Gesù, ritorna solitaria, con la sua tragedia terribile di solitudine inabbracciabile, per quelle stesse vie per le quali, il Solo aveva camminato per celebrare, come Sommo Sacerdote, la sua cruenta Messa a gloria di Dio e santificazione degli uomini.

Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia

Frammento del tema: «IL SOLO» (Tratto dal libro: «La Chiesa e il suo mistero»). Nota.- Per scaricare il tema completo clicca qui.


Continua...

©2012 Parrocchia di Nostra Signora di Valme