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Orari parrocchiali per il mese di Luglio











Orario di apertura della chiesa
  Dalle 7:00 alle 12:00    e   dalle 17:00 alle 20:45

Orario delle S.Messe
     
Dal lunedì al sabato:              9:15,  19:00
     
Domenica e giorni festivi:     9:00,  10:30,  12:00, 19:00

Orario dell'Adorazione Continuata
     
Dal lunedì al sabato:  dalle 7:00 alle 9:15 e dalle 18:00 alle 20:30
Domenica e giorni festivi:  dalle 18:00 alle 20:30
Ogni giorno: Benedizione finale alle ore 20:30

Orario delle Confessioni
Tutti i giorni 30 minuti prima e dopo ogni S. Messa
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Festa dei Santi Pietro e Paolo


Giovedì 29 Giugno è la Solennità dei Santi Pietro e Paolo, apostoli e Patroni di Roma.
Per la diocesi di Roma è Festa di Precetto e le Sante Messe hanno l'orario dei giorni Festivi: 9 - 10:30 - 12 - 19.

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Domenica: Festa del Corpus Domini

Domenica 18 Giugno è la Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

Come ogni anno, il Papa celebrerà la Santa Messa sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano alle ore 19:00.

Successivamente ci sarà la Processione Eucaristica che, percorrendo via Merulana, è destinata a raggiungere la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Al termine della Processione il Papa impartirà la Benedizione Eucaristica


Note per chi volesse partecipare alla Santa Messa a San Giovanni in Laterano
Per la partecipazione alla santa Messa non occorrono biglietti: all’apertura dei varchi (presumibilmente verso le ore 17.30), espletati i consueti controlli di sicurezza, i fedeli potranno accedere al prato antistante alla basilica. Non sono previste sedie. I fedeli disabili (con un accompagnatore) avranno un settore riservato.

Biglietti gratuiti sono invece previsti per accedere sul sagrato riservato al servizio liturgico, parroci e sacerdoti; religiosi e seminaristi; bambini di prima comunione e ministranti; genitori dei bambini (sotto il sagrato, accanto alle confraternite); dipendenti del Vicariato e loro familiari. I biglietti potranno essere ritirati nel Palazzo Lateranense, sede del Vicariato, al secondo piano (stanza 42), dalle 9 alle 13 di mercoledì 14, giovedì 15 e venerdì 16 giugno.

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Processione del Corpus Domini



Giovedì 15 Giugno Processione del Corpus Domini per le strade di Villa Bonelli 
Alle ore 19.00 S. MESSA seguita dalla PROCESSIONE per le strade del nostro quartiere.

Il Signore benedirà le famiglie della nostra parrocchia. Accompagna anche tu il Santissimo Sacramento.
Gesù Eucaristia cammina per le strade della nostra parrocchia. Rendiamogli pubblico omaggio ornando i nostri balconi e giardini per manifestare pubblicamente al Signore il nostro amore, la nostra adorazione e la riparazione per tante offese commesse contro di Lui.
Quest'anno il percorso sarà più breve per favorire la partecipazione: Vigna Due Torri, Valperga, Benucci, Montalcini, Vigna Due Torri. Benedizione finale in parrocchia.


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   Per meditare e pregare in questa settimana che precede la Festa, Vi offriamo la pubblicazione del mensile dell'Adorazione Eucaristica della parrocchia sull'origine della festa del Corpus Domini (per vedere tutte le pubblicazioni cliccare qui):

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Solennità delle Pentecoste


Domenica 4 Giugno si celebra la Solennità della Pentecoste.
Durante la Santa Messa delle ore 10:30 ci sarà l'Unzione dei Malati.

Il Cardinale Vicario ha invitato i parroci a valorizzare la celebrazione della Pentecoste. Queste le sue parole: «Affinché nella fede popolare cresca la consapevolezza che la vita cristiana è vita nello Spirito Santo si dia maggiore attenzione alla celebrazione della Pentecoste, come diamo rilievo alla Veglia pasquale, sviluppando dal punto di vista catechetico e liturgico la fede nello Spirito Santo».

La Domenica di Pentecoste si ricorda e si celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti insieme nel Cenacolo. La Chiesa, in questa solennità, vede il suo vero atto di nascita d’inizio missionario, considerandola insieme alla Pasqua, la festa più solenne di tutto il calendario cristiano.

QUALI SONO LE ORIGINI EBRAICHE DELLA FESTA?

Gli Ebrei la chiamavano “festa della mietitura e dei primi frutti”; si celebrava il 50° giorno dopo la Pasqua ebraica e segnava l’inizio della mietitura del grano; nei testi biblici è sempre una festa agricola. È chiamata anche “festa delle Settimane”, per la sua ricorrenza di sette settimane dopo la Pasqua; nel greco “Pentecoste” significa 50° giorno. Il termine Pentecoste, riferendosi alla “festa delle Settimane”, è citato in Tobia 2,1 e 2 Maccabei, 12, 31-32.
Lo scopo originario di questa ricorrenza era il ringraziamento a Dio per i frutti della terra, cui si aggiunse più tardi, il ricordo del più grande dono fatto da Dio al popolo ebraico, cioè la promulgazione della Legge mosaica sul Monte Sinai. Secondo il rituale ebraico, la festa comportava il pellegrinaggio di tutti gli uomini a Gerusalemme, l’astensione totale da qualsiasi lavoro, un’adunanza sacra e particolari sacrifici; ed era una delle tre feste di pellegrinaggio (Pasqua, Capanne, Pentecoste), che ogni devoto ebreo era invitato a celebrare a Gerusalemme.

IN QUALE PASSO DELLA BIBBIA SI RACCONTA L’EPISODIO DELLA DISCESA DELLO SPIRITO

SANTO?


Al capitolo 2 degli Atti degli Apostoli. Gli apostoli insieme a Maria, la madre di Gesù, erano riuniti a Gerusalemme nel Cenacolo, probabilmente della casa della vedova Maria, madre del giovane Marco, il futuro evangelista, dove presero poi a radunarsi abitualmente quando erano in città; e come da tradizione, erano affluiti a Gerusalemme gli ebrei in gran numero, per festeggiare la Pentecoste con il prescritto pellegrinaggio. «Mentre stava per compiersi il giorno di Pentecoste», si legge, «si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme giudei osservanti, di ogni Nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita, perché ciascuno li sentiva parlare nella propria lingua. Erano stupefatti e, fuori di sé per lo stupore, dicevano: “Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?…».

COS'È E COSA RAPPRESENTA LO SPIRITO SANTO?

È la terza persona della Santissima Trinità, principio di santificazione dei fedeli, di unificazione della Chiesa, di ispirazione negli autori della Sacra Scrittura. È colui che assiste il magistero della Chiesa e tutti i fedeli nella conoscenza della verità (è detto anche “Paraclito”, cioè “Consolatore”).
L’Antico Testamento, non contiene una vera e propria indicazione sullo Spirito Santo come persona divina. Lo “spirito di Dio”, vi appare come forza divina che produce la vita naturale cosmica, i doni profetici e gli altri carismi, la capacità morale di obbedire ai comandamenti.
Nel Nuovo Testamento, lo Spirito appare talora ancora come forza impersonale carismatica. Insieme però, avviene la rivelazione della “personalità” e della “divinità” dello Spirito Santo, specialmente nel Vangelo di san Giovanni, dove Gesù afferma di pregare il Padre perché mandi il Paraclito, che rimanga sempre con i suoi discepoli e li ammaestri nella verità (Giov. 14-16) e in san Paolo, dove la dottrina dello Spirito Santo è congiunta con quella della divina redenzione. È concesso a tutti i battezzati (1 Corinzi, 12, 13), lo Spirito fonda l’uguale dignità di tutti i credenti. Ma nello stesso tempo, in quanto conferisce carismi e ministeri diversi, l’unico Spirito, costruisce la Chiesa con l’apporto di una molteplicità di doni.

QUALI SONO I DONI DELLO SPIRITO SANTO?


L’insegnamento tradizionale, seguendo un testo di Isaia, ne elenca sette: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio. Essi sono donati inizialmente con la grazia del Battesimo e confermati dal sacramento della Cresima.

QUAL È IL SIMBOLO DELLO SPIRITO SANTO?

Pochissime volte è stato rappresentato sotto forma umana; mentre nell’Annunciazione e nelBattesimo di Gesù è sotto forma di colomba, e nella Trasfigurazione è come una nube luminosa.
Ma nel Nuovo Testamento, lo Spirito divino è esplicitamente indicato, come lingue di fuoco nella Pentecoste e come soffio nel Vangelo di Giovanni (20, 22); “Gesù disse loro di nuovo: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Dopo aver detto questo, soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”.  Lo Spirito Santo, più volte preannunciato nei Vangeli da Gesù, è stato soprattutto assimilato al fuoco che come l’acqua è simbolo di vita e di morte.

DA QUANDO SI CELEBRA LA FESTA DI PENTECOSTE?


I cristiani inizialmente chiamarono Pentecoste, il periodo di cinquanta giorni dopo la Pasqua. A quanto sembra, fu Tertulliano, apologista cristiano (155-220), il primo a parlarne come di una festa particolare in onore dello Spirito Santo. Alla fine del IV secolo, la Pentecoste era una festa solenne, durante la quale era conferito il Battesimo a chi non aveva potuto riceverlo durante la veglia pasquale. Le costituzioni apostoliche testimoniano l’Ottava di Pentecoste per l’Oriente, mentre in Occidente compare in età carolingia.
L’Ottava liturgica si conservò fino al 1969; mentre i giorni festivi di Pentecoste furono invece ridotti nel 1094, ai primi tre giorni della settimana; ridotti a due dalle riforme del Settecento.
All’inizio del XX secolo, fu eliminato anche il lunedì di Pentecoste, che tuttavia è conservato come festa in Francia e nei Paesi protestanti.

IN QUALI OCCASIONI SI INVOCA LO SPIRITO SANTO?

Nel conferimento dei Sacramenti, in particolare nel Battesimo e nella Cresima e con liturgia solenne nell’Ordine Sacro; e più in generale in ogni cerimonia liturgica o occasione particolarmente importante, come ad esempio l’inizio del Conclave per eleggere il Papa, dove s’implora l’aiuto divino.
La preghiera di invocazione è contenuta nel magnifico e suggestivo inno del Veni Creator, attribuito all’arcivescovo di Magonza Rabano Mauro e risalente al IX secolo. È un inno che unisce preghiera, meditazione e invocazione.

Ecco il testo in latino:
Veni, creator Spiritus, / mentes tuorum visita, / imple superna gratia / quae tu creasti pectora.
Qui diceris Paraclitus, / donum Dei altissimi, / fons vivus, ignis, / caritas et spiritalis unctio.
Tu semptiformis munere, / dextrae Dei tu digitus, /tu rite promissum Patris / sermone ditans guttura. Accende lumen sensibus, / infunde amorem cordibus, / infirma nostri corporis / virtute firmans perpeti. Hostem repellas longius / pacemque dones protinus; / ductore sic te praevio / vitemus omne noxium.
Per te sciamus da Patrem, / noscamus atque Filium, / te utriusque Spiritum / credamus omni tempore. Amen.

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Veglia di Pentecoste



Sabato 3 Giugno alle ore 19:00, durante la Santa Messa, si terrà una Veglia di Preghiera in preparazione alla Domenica di Pentecoste. 

La Domenica di Pentecoste, 4 Giugno, durante la Santa Messa delle ore 10:30 ci sarà l'Unzione dei Malati.

Il Cardinale Vicario ha invitato i parroci a valorizzare la celebrazione della Pentecoste. Queste le sue parole: «Affinché nella fede popolare cresca la consapevolezza che la vita cristiana è vita nello Spirito Santo si dia maggiore attenzione alla celebrazione della Pentecoste, come diamo rilievo alla Veglia pasquale, sviluppando dal punto di vista catechetico e liturgico la fede nello Spirito Santo».

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Domenica: Inno Akathistos

Domenica 28 Maggio, Solennità dell'Ascensione del Signore, dopo la Santa Messa delle ore 19:00 sarà cantato in parrocchia l’Inno liturgico Akathistos. Invocheremo la protezione della Madonna per i nostri fratelli cristiani perseguitati in tutto il mondo.

Le Prove per il Canto Akathistos si terranno Venerdì 26 Maggio alle 19:30.

L’Inno liturgico (Akathistos) alla Vergine Maria è stato lungo i secoli e per molte generazioni mezzo sicuro per trovare rifugio, conforto e certezza nel venire esauditi da Colei che tutto può.
Il canto melodioso e sublime delle grandezze della Sempre-Vergine avvicina poderosamente al Cuore della Madre e rende possibile venire esauditi nelle suppliche. Abbiamo la certezza di ottenere ciò che sarà di maggiore Gloria per Dio.
Nostra Signora di Valme, particolarmente incline ad ascoltarci e ad essere sostegno ed aiuto nella prova ci accoglie volentieri per presentare le nostre suppliche presso l’Altissimo. Rivolgendoci a Lei Dio ci ascolta con cuore di Madre!


Inno Akathistos

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L’Inno Akathistos
 “Akathistos” si chiama per antonomasia quell’inno liturgico della Chiesa bizantina del secolo V, che fu e resta il modello di molte composizioni innografiche e litaniche, antiche e recenti. Akathistos non è il titolo originario, ma una rubrica: «non-seduti», perché la Chiesa ingiunge di cantarlo o recitarlo «stando in piedi», come si ascolta il Vangelo, in segno di riverente ossequio alla Madre di Dio.
L’Akathistos è una composizione davvero ispirata che canta il mistero della Vergine-Madre nel mistero di Cristo e della Chiesa, e l’evento dell’Incarnazione e del Natale nella luce della Pasqua del Redentore e dei redenti.
La struttura metrica e sillabica dell'Akathistos si ispira alla celeste Gerusalemme descritta dal cap. 21 dell'Apocalisse, da cui desume immagini e numeri: Maria è cantata come identificazione della Chiesa, Sposa Vergine dell'Agnello, in tutto il suo splendore e la sua perfezione.
La prima parte dell'Akathistos (stanze 1-12) segue il ciclo del Natale, ispirato ai Vangeli dell'Infanzia (Lc 1-2; Mt 1-2). Essa propone e canta il mistero dell'incarnazione (stanze 1-4), l'effusione della grazia su Elisabetta e Giovanni (stanza 5),la rivelazione a Giuseppe (stanza 6), l'adorazione dei pastori (stanza 7), l'arrivo e l'adorazione dei magi (stanze 8-10), la fuga in Egitto (stanza 11), l'incontro con Simeone (stanza 12): eventi che superano il dato storico e diventano lettura simbolica della grazia che si effonde, della creatura che l'accoglie, dei pastori che annunciano il Vangelo, dei lontani che giungono alla fede, del popolo di Dio che uscendo dal fonte battesimale percorre il suo luminoso cammino verso la Terra promessa e giunge alla conoscenza profonda del Cristo.
Per questo l’autore lo ha intenzionalmente architettato sui numeri simbolici che rappresentano il Cristo e la Chiesa: il numero 2, che indica le due nature del Figlio – la divina e l’umana – convergenti nell’unica persona del Verbo; e il numero 12, che rivela la Gerusalemme celeste descritta nell’Apocalisse quale Sposa dell’Agnello, risplendente della gloria divina (Ap.19 e 21).
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II ha presieduto varie celebrazioni dell'Akathistos, e ha concesso per la recita dell'Inno l’indulgenza plenaria e le stesse indulgenze del santo Rosario.

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©2012 Parrocchia di Nostra Signora di Valme