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Cristo è risorto!

Sono risorto, sono sempre con te


 SEQUENZA 

Alla vittima pasquale, 
s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato 
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate 
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; 
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria: 
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente, 
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, 
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; 
e vi precede in Galilea».

Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.
Amen. Alleluia

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«La sera del giorno di Pasqua Gesù alitò sugli Apostoli e disse:
“Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi
e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”» (Gv 20, 22-23 ).

Cristo morto e risorto perdona i nostri peccati e ci risuscita a vita nuova.

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Il Signore è davvero risorto. Alleluia!
A lui gloria e potenza
nei secoli eterni!


___________   IL TERZO GIORNO RISUSCITO' DAI MORTI   __________
(Dal Catechismo della Chiesa Catolica)

638 “Noi vi annunziamo la Buona Novella che la promessa fatta ai padri si è compiuta, poiché Dio l'ha attuata per noi, loro figli, risuscitando Gesù” ( At 13,32-33). La Risurrezione di Gesù è la verità culminante della nostra fede in Cristo, creduta e vissuta come verità centrale dalla prima comunità cristiana, trasmessa come fondamentale dalla Tradizione, stabilita dai documenti del Nuovo Testamento, predicata come parte essenziale del Mistero pasquale insieme con la croce:

Cristo è risuscitato dai morti.
Con la sua morte ha vinto la morte,
Ai morti ha dato la vita   [Liturgia bizantina, Tropario di Pasqua].

I. L'avvenimento storico e trascendente

639 Il mistero della Risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento. Già verso l'anno 56 san Paolo può scrivere ai cristiani di Corinto: “Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici” ( 1Cor 15,3-4). L'Apostolo parla qui della tradizione viva della Risurrezione che egli aveva appreso dopo la sua conversione alle porte di Damasco [Cf  At 9,3-18 ].


Il sepolcro vuoto

640 “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato” ( Lc 24,5-6). Nel quadro degli avvenimenti di Pasqua, il primo elemento che si incontra è il sepolcro vuoto. Non è in sé una prova diretta. L'assenza del corpo di Cristo nella tomba potrebbe spiegarsi altrimenti [Cf  Gv 20,13; 640  Mt 28,11-15 ]. Malgrado ciò, il sepolcro vuoto ha costituito per tutti un segno essenziale. La sua scoperta da parte dei discepoli è stato il primo passo verso il riconoscimento dell'evento della Risurrezione. Dapprima è il caso delle pie donne, [Cf  Lc 24,3;  Lc 24,22-23 ] poi di Pietro [Cf  Lc 24,12 ]. “Il discepolo... che Gesù amava” ( Gv 20,2) afferma che, entrando nella tomba vuota e scorgendo “le bende per terra” ( Gv 20,6), “vide e credette” ( Gv 20,8). Ciò suppone che egli abbia constatato, dallo stato in cui si trovava il sepolcro vuoto, [Cf  Gv 20,5-7 ] che l'assenza del corpo di Gesù non poteva essere opera umana e che Gesù non era semplicemente ritornato ad una vita terrena come era avvenuto per Lazzaro [Cf  Gv 11,44 ].


Le apparizioni del Risorto

641 Maria di Magdala e le pie donne che andavano a completare l'imbalsamazione del Corpo di Gesù, [Cf  Mc 16,1;  Lc 24,1 ] sepolto in fretta la sera del Venerdì Santo a causa del sopraggiungere del Sabato, [Cf  Gv 19,31;  Gv 19,42 ] sono state le prime ad incontrare il Risorto [Cf  Mt 28,9-10; 641  Gv 20,11-18 ]. Le donne furono così le prime messaggere della Risurrezione di Cristo per gli stessi Apostoli [Cf  Lc 24,9-10 ]. A loro Gesù appare in seguito: prima a Pietro, poi ai Dodici [Cf  1Cor 15,5 ]. Pietro, chiamato a confermare la fede dei suoi fratelli, [Cf  Lc 22,31-32 ] vede dunque il Risorto prima di loro ed è sulla sua testimonianza che la comunità esclama: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone” ( Lc 24,34).

642 Tutto ciò che è accaduto in quelle giornate pasquali impegna ciascuno degli Apostoli - e Pietro in modo del tutto particolare - nella costruzione dell'era nuova che ha inizio con il mattino di Pasqua. Come testimoni del Risorto essi rimangono le pietre di fondazione della sua Chiesa. La fede della prima comunità dei credenti è fondata sulla testimonianza di uomini concreti, conosciuti dai cristiani e, nella maggior parte, ancora vivi in mezzo a loro. Questi testimoni della Risurrezione di Cristo [Cf  At 1,22 ] sono prima di tutto Pietro e i Dodici, ma non solamente loro: Paolo parla chiaramente di più di cinquecento persone alle quali Gesù è apparso in una sola volta, oltre che a Giacomo e a tutti gli Apostoli [Cf  1Cor 15,4-8 ].

643 Davanti a queste testimonianze è impossibile interpretare la Risurrezione di Cristo al di fuori dell'ordine fisico e non riconoscerla come un avvenimento storico. Risulta dai fatti che la fede dei discepoli è stata sottoposta alla prova radicale della passione e della morte in croce del loro Maestro da lui stesso preannunziata [Cf  Lc 22,31-32 ]. Lo sbigottimento provocato dalla passione fu così grande che i discepoli (almeno alcuni di loro) non credettero subito alla notizia della Risurrezione. Lungi dal presentarci una comunità presa da una esaltazione mistica, i Vangeli ci presentano i discepoli smarriti [Avevano il “volto triste”:  Lc 24,17 ] e spaventati, [Cf  Gv 20,19 ] perché non hanno creduto alle pie donne che tornavano dal sepolcro e “quelle parole parvero loro come un vaneggiamento” ( Lc 24,11) [ Cf  Mc 16,11;  Mc 16,13 ]. Quando Gesù si manifesta agli Undici la sera di Pasqua, li rimprovera “per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato” ( Mc 16,14).

644 Anche messi davanti alla realtà di Gesù risuscitato, i discepoli dubitano ancora, [Cf  Lc 24,38 ] tanto la cosa appare loro impossibile: credono di vedere un fantasma [Cf  Lc 24,39 ]. “Per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti” ( Lc 24,41). Tommaso conobbe la medesima prova del dubbio [Cf  Gv 20,24-27 ] e, quando vi fu l'ultima apparizione in Galilea riferita da Matteo, “alcuni. . . dubitavano” ( Mt 28,17). Per questo l'ipotesi secondo cui la Risurrezione sarebbe stata un “prodotto” della fede (o della credulità) degli Apostoli, non ha fondamento. Al contrario, la loro fede nella Risurrezione è nata - sotto l'azione della grazia divina - dall'esperienza diretta della realtà di Gesù Risorto.


Lo stato dell'umanità di Cristo risuscitata

645 Gesù risorto stabilisce con i suoi discepoli rapporti diretti, attraverso il contatto [Cf  Lc 24,39; 645  Gv 20,27 ] e la condivisione del pasto [Cf  Lc 24,30; 645  Lc 24,41-43;  Gv 21,9;  Gv 21,13-15 ]. Li invita a riconoscere da ciò che egli non è un fantasma, [Cf  Lc 24,39 ] ma soprattutto a constatare che il corpo risuscitato con il quale si presenta a loro è il medesimo che è stato martoriato e crocifisso, poiché porta ancora i segni della passione [Cf  Lc 24,40; 645  Gv 20,20;  Gv 20,27 ]. Questo corpo autentico e reale possiede però al tempo stesso le proprietà nuove di un corpo glorioso; esso non è più situato nello spazio e nel tempo, ma può rendersi presente a suo modo dove e quando vuole, [Cf  Mt 28,9;  Mt 28,16-17;  Lc 24,15; 645  Lc 24,36;  Gv 20,14;  Gv 20,19;  Gv 20,26;  Gv 21,4 ] poiché la sua umanità non può più essere trattenuta sulla terra e ormai non appartiene che al dominio divino del Padre [Cf Gv 20,17 ]. Anche per questa ragione Gesù risorto è sovranamente libero di apparire come vuole: sotto l'aspetto di un giardiniere [Cf  Gv 20,14-15 ] o sotto altre sembianze, [Cf  Mc 16,12 ] che erano familiari ai discepoli, e ciò per suscitare la loro fede [Cf  Gv 20,14;  Gv 20,16; 645  Gv 21,4;  Gv 20,7 ].

646 La Risurrezione di Cristo non fu un ritorno alla vita terrena, come lo fu per le risurrezioni che egli aveva compiute prime della Pasqua: quelle della figlia di Giairo, del giovane di Naim, di Lazzaro. Questi fatti erano avvenimenti miracolosi, ma le persone miracolate ritrovavano, per il potere di Gesù, una vita terrena “ordinaria”. Ad un certo momento esse sarebbero morte di nuovo. La Risurrezione di Cristo è essenzialmente diversa. Nel suo Corpo risuscitato egli passa dallo stato di morte ad un'altra vita al di là del tempo e dello spazio. Il Corpo di Gesù è, nella Risurrezione, colmato della potenza dello Spirito Santo; partecipa alla vita divina nello stato della sua gloria, sì che san Paolo può dire di Cristo che egli è “l'uomo celeste” [Cf  1Cor 15,35-50 ].


La Risurrezione come evento trascendente

647 “O notte - canta l'“Exultet” di Pasqua - tu solo hai meritato di conoscere il tempo e l'ora in cui Cristo è risorto dagli inferi”. Infatti, nessuno è stato testimone oculare dell'avvenimento stesso della Risurrezione e nessun evangelista lo descrive. Nessuno ha potuto dire come essa sia avvenuta fisicamente. Ancor meno fu percettibile ai sensi la sua essenza più intima, il passaggio ad un'altra vita. Avvenimento storico constatabile attraverso il segno del sepolcro vuoto e la realtà degli incontri degli Apostoli con Cristo risorto, la Risurrezione resta non di meno, in ciò in cui trascende e supera la storia, al cuore del Mistero della fede. Per questo motivo Cristo risorto non si manifesta al mondo, ma ai suoi discepoli, [Cf  Gv 14,22 ] “a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme”, i quali “ora sono i suoi testimoni davanti al popolo” ( At 13,31).

II. La Risurrezione - opera della Santissima Trinità

648 La Risurrezione di Cristo è oggetto di fede in quanto è un intervento trascendente di Dio stesso nella creazione e nella storia. In essa, le tre Persone divine agiscono insieme e al tempo stesso manifestano la loro propria originalità. Essa si è compiuta per la potenza del Padre che “ha risuscitato” ( At 2,24) Cristo, suo Figlio, e in questo modo ha introdotto in maniera perfetta la sua umanità con il suo Corpo nella Trinità. Gesù viene definitivamente “costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la Risurrezione dai morti” ( Rm 1,3-4). San Paolo insiste sulla manifestazione della potenza di Dio [Cf  Rm 6,4;  2Cor 13,4;  Fil 3,10;  Ef 1,19-22; 648  Eb 7,16 ] per l'opera dello Spirito che ha vivificato l'umanità morta di Gesù e l'ha chiamata allo stato glorioso di Signore.

649 Quanto al Figlio, egli opera la sua propria Risurrezione in virtù della sua potenza divina. Gesù annunzia che il Figlio dell'uomo dovrà molto soffrire, morire ed in seguito risuscitare (senso attivo della parola) [Cf  Mc 8,31;  Mc 9,9-31; 649  Mc 10,34 ]. Altrove afferma esplicitamente: “Io offro la mia vita, per poi riprenderla. . . ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla” ( Gv 10,17-18). “Noi crediamo. . . che Gesù è morto e risuscitato” ( 1Ts 4,14).

650 I Padri contemplano la Risurrezione a partire dalla Persona divina di Cristo che è rimasta unita alla sua anima e al suo corpo separati tra loro dalla morte: “Per l'unità della natura divina che permane presente in ciascuna delle due parti dell'uomo, queste si riuniscono di nuovo. Così la morte si è prodotta per la separazione del composto umano e la Risurrezione per l'unione delle due parti separate” [San Gregorio di Nissa, In Christi resurrectionem, 1: PG 46, 617B; cf anche “Statuta Ecclesiae Antiqua”: Denz. -Schönm., 325; Anastasio II, Lettera In prolixitate epistolae: ibid. , 359; Ormisda, Lettera Inter ea quae: ibid. , 369; Concilio di Toledo XI: ibid., 539].

III. Senso e portata salvifica della Risurrezione

651 “Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione e vana anche la vostra fede” ( 1Cor 15,14). La Risurrezione costituisce anzitutto la conferma di tutto ciò che Cristo stesso ha fatto e insegnato. Tutte le verità, anche le più inaccessibili allo spirito umano, trovano la loro giustificazione se, risorgendo, Cristo ha dato la prova definitiva, che aveva promesso, della sua autorità divina.


652 La Risurrezione di Cristo è compimento delle promesse dell'Antico Testamento [Cf  Lc 24,26-27;  Lc 24,44-48 ] e di Gesù stesso durante la sua vita terrena [Cf  Mt 28,6;  Mc 16,7;  Lc 24,6-7 ]. L'espressione “secondo le Scritture” ( 1Cor 15,3-4 e Simbolo di Nicea-Costantinopoli) indica che la Risurrezione di Cristo realizzò queste predizioni.


653 La verità della divinità di Gesù è confermata dalla sua Risurrezione. Egli aveva detto: “Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono” ( Gv 8,28). La Risurrezione del Crocifisso dimostrò che egli era veramente “Io Sono”, il Figlio di Dio e Dio egli stesso. San Paolo ha potuto dichiarare ai Giudei: “La promessa fatta ai nostri padri si è compiuta, poiché Dio l'ha attuata per noi. . . risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel Salmo secondo: "Mio Figlio sei tu, oggi ti ho generato"” ( At 13,32-33) [Cf  Sal 2,7 ]. La Risurrezione di Cristo è strettamente legata al Mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio. Ne è il compimento secondo il disegno eterno di Dio.

654 Vi è un duplice aspetto nel Mistero pasquale: con la sua morte Cristo ci libera dal peccato, con la sua Risurrezione ci dà accesso ad una nuova vita. Questa è dapprima la giustificazione che ci mette nuovamente nella grazia di Dio [Cf  Rm 4,25 ] “perché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,4). Essa consiste nella vittoria sulla morte del peccato e nella nuova partecipazione alla grazia [Cf  Ef 2,4-5;  1Pt 1,3 ]. Essa compie l'adozione filiale poiché gli uomini diventano fratelli di Cristo, come Gesù stesso chiama i suoi discepoli dopo la sua Risurrezione: “Andate ad annunziare ai miei fratelli” ( Mt 28,10;  Gv 20,17). Fratelli non per natura, ma per dono della grazia, perché questa filiazione adottiva procura una reale partecipazione alla vita del Figlio unico, la quale si è pienamente rivelata nella sua Risurrezione.

655 Infine, la Risurrezione di Cristo - e lo stesso Cristo risorto - è principio e sorgente della nostra risurrezione futura: “Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. . . ; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo” ( 1Cor 15,20-22). Nell'attesa di questo compimento, Cristo risuscitato vive nel cuore dei suoi fedeli. In lui i cristiani gustano “le meraviglie del mondo futuro” ( Eb 6,5) e la loro vita è trasportata da Cristo nel seno della vita divina: [Cf  Col 3,1-3 ] “Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro” ( 2Cor 5,15).


IN SINTESI

656 La fede nella Risurrezione ha per oggetto un avvenimento storicamente attestato dai discepoli che hanno realmente incontrato il Risorto, ed insieme misteriosamente trascendente in quanto entrata dell'umanità di Cristo nella gloria di Dio.

657 La tomba vuota e le bende per terra significano già per se stesse che il Corpo di Cristo è sfuggito ai legami della morte e della corruzione, per la potenza di Dio. Esse preparano i discepoli all'incontro con il Risorto.


658 Cristo, “il primogenito di coloro che risuscitano dai morti” ( Col 1,18), è il principio della nostra Risurrezione, fin d'ora per la giustificazione della nostra anima , [Cf  Rm 6,4 ] più tardi per la vivificazione del nostro corpo [Cf  Rm 8,11 ].
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Calendario della Settimana Santa

(Foto del Tabernacolo durante la Reposizione del Venerdì Santo)

"Egli si è  caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori, e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è  stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di Lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti."  (Is. 53, 4-5)

"Dio amò tanto l’uomo, così meravigliosamente, 
che tutto il suo essere, effondendosi su questo, 
è scoppiato in un attributo che si chiama: «La 
misericordia»"
 (Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia)


- Via Crucis ogni venerdì: Ore 19,30

SOLENNE VIA CRUCIS PER LE STRADE DEL QUARTIERE
Venerdì 23 Marzo, alla fine della Santa Messa, si terrà la Via Crucis Pasquale per le strade del nostro quartiere. La Via Crucis partirà dal sagrato della Chiesa.


SETTIMANA SANTA

Domenica delle Palme  (25 Marzo):
Ore 10,30: Ingresso solenne e processione
In tutte le altre SS. Messe: Benedizione delle Palme
Alle ore 11,45: Discorso "Domenica delle Palme"

Lunedì Santo  (26 Marzo):
Alle ore 19,30: Discorso "Cercai chi mi consolasse e non lo trovai"


Martedì Santo  (27 Marzo):
Alle ore 19,30: Discorso "In preghiera con Maria"


Mercoledì Santo  (28 Marzo):
Alle ore 19,30: Discorso "Tradimento di Giuda"



Giovedì Santo  (29 Marzo):
(Non si celebrano le SS.Messe delle ore 7:45 e 9:15)
Ore 19,00:   S.Messa solenne della Cena del Signore
Ore 22,00:   Ora Santa
- Alle ore 23,00: Discorso "Tristezza di Gesù"

La chiesa rimarrà aperta l'intera notte.
Tutti siamo invitati ad accompagnare il Signore.



Venerdì Santo  (30 Marzo):
(digiuno e astinenza) 
(Non si celebrano le SS.Messe delle ore 7:45 e 9:15)
- Alle ore 10,00: Discorso "Verme e non uomo"
Ore 11,00: Solenne via Crucis
Ore 18,00: Celebrazione liturgica della Morte del Signore



Sabato Santo  (31 Marzo):
(Non si celebrano le SS.Messe delle ore 7:45 e 9:15 e 19:00)
- Alle ore 12,00: Discorso "Con Maria il Sabato Santo"
Ore 22,00: Solenne Veglia Pasquale
Liturgia della luce; liturgia della parola; liturgia battesimale; liturgia Eucaristica



Domenica di Pasqua (1 Aprile):
SS.Messe:   9,00  - 10,30  -  12,00  -  19,00


Lunedì dell'Angelo  (2 Aprile)
(non è festa di precetto)
SS.Messe come nei giorni feriali:   7,45  -  9,15  -  19,00




Primo Sabato dopo Pasqua  (7 Aprile)
- Alle ore 17,45: Discorso "Domenica di Resurrezione"


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Triduo Pasquale

Cos'è il Triduo Pasquale?

   Sono tre giorni che ci rapportano al fondamento della nostra vita cristiana. La Madre Chiesa, attraverso la liturgia, toglie lo spazio e il tempo e ci mette a contatto diretto col Mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo. Vivere il Triduo Pasquale è trasformarci in Cristo ed essere rigenerati alla vita divina dalla Madre Chiesa.


   Caratteristica delle celebrazioni del Triduo è che sono organizzate come un’unica liturgia; infatti la Messa del Giovedì non termina con “la Messa è finita”, bensì in silenzio; l’azione liturgica del Venerdì non comincia con l’usuale saluto e con il Segno della Croce e termina anch’essa senza saluto, in silenzio; infine la solenne veglia del Sabato Santo comincia in silenzio e termina finalmente con il solenne saluto finale.

   Il Triduo Pasquale costituisce pertanto un’unica solennità, la più importante di tutto l’Anno liturgico. È il grande tesoro che la Santa Madre Chiesa ha ricevuto dal suo Sposo, Cristo, per divinizzare i suoi figli.


Orario del Triduo Pasquale in parrocchia

Giovedì Santo
ore 19.00: S.Messa solenne della Cena del Signore
ore 22.00: Ora Santa
La chiesa rimarrà aperta l'intera notte. Tutti siamo invitati ad accompagnare il Signore. In chiesa potete segnare la vostra disponibilità per i turni di preghiera di questa notte.


Venerdì Santo (digiuno e astinenza)
ore 11.00: Solenne Via Crucis in parrocchia
ore 18.00: Celebrazione liturgica della morte del Signore


Sabato Santo
ore 22.00: Solenne Veglia Pasquale: 
Liturgia della Luce - Liturgia della Parola Liturgia Battesimale - LiturgiaEucaristica

Domenica di Pasqua
Orari SS. Messe ore 9.00 - 10.30 - 12.00 - 19.00


Invito a partecipare



Qualcuno potrebbe dirmi: “Ma, padre, non ho tempo”, “ho tante cose da fare”, “è difficile”, “che cosa posso fare io con le mie poche forze, anche con il mio peccato, con tante cose?”. Spesso ci accontentiamo di qualche preghiera, di una Messa domenicale distratta e non costante, di qualche gesto di carità … Auguro a tutti di vivere bene questi giorni seguendo il Signore con coraggio.  (Papa Francesco)

Giovedì Santo

   Nella sera del Giovedì Santo con la Messa vespertina “nella Cena del Signore”, iniziano ufficialmente i riti del Triduo Pasquale.
È il momento del banchetto nuziale di Cristo con la Chiesa: beati gli invitati alle nozze dell’Agnello! Durante questa liturgia si compie il tradizionale rito della “lavanda dei piedi”, in cui Cristo ci manifesta la sua mansuetudine. Lui, amando i suoi fino alla fine, istituisce l’Eucaristia e ci lascia il comandamento dell’amore fraterno come regola suprema.

   Dopo la celebrazione seguiamo i passi del Signore: Cristo si ritira all’Orto degli ulivi e, in preda all’angoscia mortale, ferito dal tradimento di Giuda, ci chiede di vegliare un’ora con Lui.
È l’occasione per raccogliere i sentimenti più profondi dell’anima di Colui che si avvia al sacrificio di sé.

   “Il nostro Salvatore nell'Ultima Cena, la notte in cui fu tradito, istituì il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, onde perpetuare nei secoli fino al suo ritorno il sacrificio della croce, e per affidare così alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua morte e della sua resurrezione: Sacramento di amore, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l'anima viene ricolma di grazia e ci è dato il pegno della gloria futura”. (Concilio Vaticano II)


Venerdì Santo

   Il Venerdì Santo è la giornata della passione, crocifissione e morte di Gesù. Grande è la necessità che l’Agnello di Dio venga sacrificato sull’altare della Croce per liberare dall’angoscia l’umanità.


   La Via Crucis, svolta al mattino, aiuta a ripercorrere la strada dell’Amore Infinito che ci invita a seguirlo e con la sua Croce dona senso alle nostre croci quotidiane.

   Nel pomeriggio, durante la “Celebrazione della Passione del Signore”, il Sacerdote compie la “prostrazione” a terra come segno di totale annienta- mento e la comunità medita sul grande mistero del male e del peccato per ripercorrere, alla luce della Parola di Dio e aiutata da commoventi gesti liturgici, le sofferenze del Signore che espiano questo male.

   Segue la proclamazione del Vangelo della  passione di Cristo, i fedeli   pregano   per tutte le necessità della Chiesa e del mondo, adorano la Croce e ricevono l'Eucaristia.


   La Chiesa, Sposa di Cristo, vive lungo i secoli questo drammatico Venerdì Santo ogni volta che viene perse- guitata dai nemici, abbandonata dai propri figli e, quando chiede aiuto, il suo lamento si perde nel silenzio.

   "Un  manto  regale  di sangue avvolge la mia Chiesa Madre; un manto regale che il suo Sposo, Cristo Gesù, le donò il giorno delle sue nozze eterne, giacché, impazzito d’amore per lei, le diede come regalo il suo sangue divino, con il quale potesse perdonare e divinizzare tutti i suoi figli". (14-11-59 Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia)

Sabato Santo
e
Domenica di Risurrezione


 

   Il Sabato Santo è giorno di un impressionante silenzio, da vivere raccolti con Maria in attesa del trionfo di Cristo.

   Grande importanza viene data in questi giorni alla partecipazione al Sacramento della Confessione, indispensabile via per purificare il cuore e predisporsi a celebrare intimamente rinnovati la Pasqua. Abbiamo bisogno di questa purificazione interiore, di questo rinnovamento di noi stessi.

  
LA GRANDE VEGLIA PASQUALE

   Il Popolo di Dio veglia accanto al nuovo fuoco benedetto e rivive la grande promessa, contenuta nell'Antico e nel Nuovo Testamento, del meraviglioso Piano di Dio nella sua Chiesa.

   Risuona solennemente nella Chiesa il grande annuncio pasquale: Cristo è veramente risorto, la morte non ha più alcun potere su di Lui.

   La comunione al Corpo di Cristo trasferisce ai fedeli la Vita nuova e la partecipazione piena alla vittoria della Risurrezione.

   La Chiesa si riveste della Gloria di Cristo Risorto e avvolge i suoi figli della grande gioia, luce e pace del Signore.

   Questi giorni del Triduo Pasquale sigillano in modo definitivo in noi la grande speranza:

Il Signore è veramente Risorto e noi con Lui!


Per i malati e quelli impossibilitati a venire in chiesa 
è possibile seguire tutte le celebrazioni in diretta su questo sito web  www.valme.net

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©2012 Parrocchia di Nostra Signora di Valme