Unzione degli infermi



Domenica 10 Dicembre, seconda domenica di Avvento, durante la Santa Messa delle ore 12:00, sarà impartito il Sacramento dell'Unzione dei malati.




“Con la sacra unzione degli infermi e la preghiera dei presbiteri, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi, anzi li esorta a unirsi spontaneamente alla passione e alla morte di Cristo, per contribuire così al bene del popolo di Dio” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11].

Questa unzione sacra dei malati è stata istituita come vero e proprio sacramento del Nuovo Testamento dal Signore nostro Gesù Cristo.


L'Unzione degli infermi “non è il sacramento di coloro soltanto che sono in fin di vita. Perciò il tempo opportuno per riceverla si ha certamente già quando il fedele, per malattia o per vecchiaia, incomincia ad essere in pericolo di morte” [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 73; cf Codice di Diritto Canonico, 1004, 1; 1005; 1007; Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 738].

"Ogni anziano, ogni persona di più di 65 anni, può ricevere questo Sacramento, mediante il quale è Gesù stesso che ci avvicina." [Papa Francesco. Udienza Generale 26-12-2014].

Unzione degli Infermi

   Il Sacramento dell'Unzione degli infermi ha lo scopo di conferire una grazia speciale al cristiano che sperimenta le difficoltà inerenti allo stato di malattia grave o alla vecchiaia. Viene amministrato anche a chi deve sottoporsi a un intervento chirurgico con anestesia totale.

Comunicare in parrocchia la presenza di anziani e infermi per una costante assistenza.




Celebrazione comunitaria tre volte l’anno:

- 1ª domenica di Avvento alle ore 12:00,
- Mercoledì delle Ceneri alle ore 16:00
- Pentecoste alle ore 10:30






«Io ho fede…! Per questo, quando il mio corpo malato percepisce che le forze gli finiscono e che prossimamente può sopraggiungergli la morte, avanzando per le frontiere dell’Eternità verso i Portoni sontuosi della Gloria per introdursi nella vita eterna, il mio corpo ansimante, duramente dolorante, e il mio spirito pieno di gaudio nello Spirito Santo che mi riempie di speranza, ricorre al Sacramento della Santa Unzione che ho tante volte ricevuto nella mia vita, sempre affranta e piena di malattie; le quali mi fanno stare in situazioni tanto drammatiche, tra il Cielo e la terra, tra la vita e la morte.
E una volta ricevuto, questo celeste Sacramento mi spinge, nella mia ricerca instancabile di solo Dio, verso la vita eterna; e mi prepara caso mai arrivasse l’incontro definitivo con lo Sposo della mia anima; e colma le speranze della mia vita nella mia marcia veloce che mi fa correre frettolosa, come in volo, verso la Casa del Padre, raggiungendo la meta della mia vita consacrata a Dio, sempre ansimante, in attesa del momento definitivo di essere introdotta nelle dimore magnifiche e sontuose dell’Eternità “per sempre”; dove lo Sposo divino mi aspetta per introdurmi nel festino infinito delle Nozze eterne di Cristo con la sua Chiesa.»

«Io ho fede... E per questo credo nel Sacramento della Santa Unzione e sperimento i suoi doni e frutti; il quale ci toglie e ci purifica i peccati, preparandoci all’incontro definitivo con Dio, fortificando e confortando non soltanto la nostra anima, ma anche il nostro corpo, mitigando la malattia, e persino guarendola se non fosse arrivato il momento definitivo dell’incontro con Dio, e ci prepara per quell’incontro.
“Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati” (Gc 5, 14-15).
Per cui la mia fede rimane irrobustita e confortata, preparandomi, piena di speranza e sotto l’impulso e l’amore dello Spirito Santo, ad abbracciare, in quel momento e in tutti i momenti della mia vita, la volontà di Dio, sia la vita o la partenza da questo terribile e drammatico peregrinare, la terra o il Cielo. »
Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia

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