Entriamo nel mistero di Cristo

  Siamo nella Settimana Santa, tempo di grazia durante il quale la Chiesa ci invita a vivere la passione, morte e Resurrezione di Gesù. 
  
   E ciò non come un ricordo, bensì, eliminando lo spazio e il tempo che ci separa da questo mistero, la Chiesa ci pone davanti alla realtà della tragedia di Cristo, del dolore del suo corpo e della sua anima, della sua morte in croce per aprirci il Seno del Padre e del suo trionfo nella Resurrezione. 
   

   Accompagniamo Gesù, in modo particolare Giovedì e Venerdì Santo.
(clicca qui per vedere gli orari)

Come preparazione al triduo pasquale vi offriamo un estratto del tema «Il Solo» e un frammento del video della Madre Trinidad «Dio è la misericordia infinita che si dona a noi uomini nell’Incarnazione», del 20 Agosto 1992, e (premere il tasto PLAY):


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«L’eterno Accompagnato, 
Venne ai suoi e i suoi non l’hanno accolto”»

O Famiglia Divina che, in calore di focolare, Tre ti sei…! […]

Se Dio non fosse Famiglia, non sarebbe felice, non sarebbe beato, e allora non sarebbe Dio. […] Ma Dio volle che suo Figlio, sulla terra, sapesse pure di calore di focolare, assaporando la compagnia amorosa di sua Madre e di San Giuseppe.

E in quei momenti in cui Tu, mio divino Maestro, avevi più bisogno della compagnia dei tuoi amici, ti trovi completamente solo: «Pietro, dormi?» «Non avete potuto vegliare un’ora con me?» «Vegliate e pregate per non cadere in tentazione». […]
«Se cercate me, lasciate questi». […]

Tutti fuggono […] Tutti no! […] Nella sua solitudine terribile e spaventosa, ha un «amico» Gesù! Un «amico» che non dorme, […] Se Gesù, trovandosi così solo, non avesse saputo -cosa impossibile- del tradimento di Giuda, vedendolo venire verso di Sé, avrebbe sentito una consolazione; poiché, davanti al suo abbandono, vedeva che un amico […] gli veniva incontro con la più grande dimostrazione di amore: un bacio!; bacio che, depositato sulla guancia divina de il Solo, fu il segno più grande della sua solitudine e del suo abbandono. […]

«È l’ora del potere delle tenebre» […] è stata condannata a morte la Santità Infinita! […] E per trenta monete è stata venduta la Libertà per essenza! […]

Quale solitudine così terribile quella de «il Solo» solitario…! […] «Percossero il Pastore e le pecore si dispersero». […]

Esce il divino Maestro molto «accompagnato» dai soldati e, attraversando il cortile, cerca ansioso con il suo sguardo lo sguardo di Pietro che si trovava lì. E lo guarda con affetto di perdono… […] Sguardo che, incidendoglisi fino nel più profondo dell’anima, lo fa scoppiare a piangere amaramente. […]

Gesù, […] io voglio accompagnarti durante tutta questa notte. […]

E all’albeggiare di quel giorno tenebroso del Venerdì Santo, […] sei portato e riportato da quei capetti che inumanamente si burlavano […] del Verbo della Vita. […]

«Non sai che ho il potere di rilasciarti o di crocifiggerti?». […]


Pilato…! Terribile sproposito…! Non trovi colpa nel reo…! […] E tu, o insensato!, comandi di flagellare […] la Giustizia infinita […] come un malfattore. […]

Oh…! Dove sono gli amici del divino Maestro? […]

Maria, unita all’anima di suo Figlio in tutti e in ciascuno di questi tormenti, fatta una cosa con Lui, sperimentava nella sua anima di Madre di Dio tutta la tragedia terribile del Verbo infinito Incarnato.

Quegli uomini, accecati, impazziti e manipolati dall’Inferno, […] inventano le beffe, le maledizioni e i maltrattamenti più satanici… […] Uno dei soldati […] esclama: «Non era re? Ebbene facciamogli una corona!», […] gli cinsero una corona intrecciata di spine e cominciarono a salutarlo: Salve, re dei giudei! […]

O dolore terribile dell’anima di Cristo…! […] O Gesù!, io voglio oggi baciare le tue guance divine, […] il tuo capo trafitto dalle spine, e il tuo corpo distrutto dai flagelli […].

E davanti alle parole di Pilato «Ecco l’Uomo»: «Crocifiggilo, crocifiggilo!».

Momento desolante…! […] «Cercai chi mi consolasse e non lo trovai». Il Solo…! E con la sua croce sulle spalle, […] va il Solo, […] accompagnato solamente dai traditori […] I soldati, timorosi di non potersi accanire sulla loro vittima e di non poterlo appendere alla croce, affittano un uomo perché aiuti quel reo a portarla […] Aveva trovato il divino Maestro un amico in quel Cireneo? No, pure lui portò la croce costretto. […]

E Gesù cerca l’unico sguardo amico che, nel suo camminare sulla terra, ha sempre incontrato e che gli ha sempre saputo di affetto e di calore di focolare. E i due sguardi si abbracciano nell’unione mutua dello Spirito Santo. Si sono incontrati la Madre e il Figlio e si sono fusi in uno stesso dolore…!

Ormai Gesù va accompagnato! Ormai il Solo ha trovato, come a Betlemme, a Nazareth e durante tutta la sua vita, la sua oasi nel suo duro camminare…! […]

Un uomo forte alza il martello scaricandolo sul chiodo, che si introduce nella mano divina del Buon Maestro […] Che avrà sentito la Vergine davanti a quelle martellate…? […] Ormai è cucito al legno il Verbo della Vita…! […] per celebrare la prima Messa. […] «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno!». […]

Il Solo, che si trova tra due giustiziati come Lui, persino fra i suoi stessi compagni di morte è solo…! Ed effondendosi amorosamente su di loro, li guarda, e uno di loro, aderendo a quello sguardo divino, si compenetra con Lui, lo ama, si converte, si consegna, e, in un grido di fiducia, esprime il più nobile sentimento della sua anima: «Signore, ricordati di me quando sarai nel tuo Regno». […]

Dima, sei stato ladro e nel tuo ultimo furto hai colto nel segno…! Il Solo, che appena trova uno sguardo amico lo fa un santo…! […]

Sperimenta l’Autore della vita, che alla sua umanità sfugge la vita […] e guardando la Vergine […] le dice indicando Giovanni: «Donna, ecco tuo figlio». In questo momento, Gesù ci dà sua Madre come Madre nostra. […] E guardando Giovanni gli dice: «Ecco tua Madre». E in Giovanni, essendo rappresentati tutti noi, ci rende figli di Maria. […]

Il Solo rivolge il suo sguardo […] al Padre. E vede che la Santità Infinita, manifestandosi come Giustizia, gli si rivolge contro poiché Egli rappresenta il peccato.
E in uno strazio dolorosissimo di solitudine cruenta […] il Solo grida: «Dio mio, Dio mio!, perché mi hai abbandonato…?». […]

O solitudine terribile dell’anima di Cristo! […] «Ho sete!» Sì, Padre, sete che ti conoscano, e affinché ti conoscano, «Io per loro mi santifico». […]

«Tutto è compiuto!» e volgendosi al Padre […]esala il suo ultimo sospiro: «Padre nelle tue mani affido il mio spirito!». In quel momento trema la terra, […] e tutta la creazione protesta con voce di pianto straziante e doloroso davanti alla morte ingiusta del suo Creatore. […] Il sole si occulta per non essere testimone di quel crimine terribile. […]

Ormai Gesù non può soffrire…! Ormai l’Uomo si trova faccia a faccia nella luce della gloria, introdotto nella Famiglia Divina, con il seno paterno di Dio aperto per tutti i suoi figli…!

Ormai sembra che tutto è gioia e contentezza…!

Ma no. Maria, ai piedi della croce, sente un contrasto terribile nella sua anima santissima. Da una parte, partecipando della gioia di suo Figlio, si sente felice unita all’anima di Cristo; e dall’altra, Lei, come Madre della Chiesa, ancora esiliata e nel paese delle tenebre, aspetta con nostalgia avvolta nella sua solitudine; e Maria, come prolungamento di suo Figlio, è ora più che mai, la Sola […]

E la Sola, dopo aver sepolto con quei santi uomini il corpo di Gesù, ritorna solitaria, con la sua tragedia terribile di solitudine inabbracciabile, per quelle stesse vie per le quali, il Solo aveva camminato per celebrare, come Sommo Sacerdote, la sua cruenta Messa a gloria di Dio e santificazione degli uomini.

Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia

Frammento del tema: «IL SOLO» (Tratto dal libro: «La Chiesa e il suo mistero»). Nota.- Per scaricare il tema completo clicca qui.


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